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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

21^ di Serie A: Inter prova la fuga, ma il Milan non molla. Riparte il Napoli, frena la Juventus, ritorna la Roma. Il Como tra le big.



Il secondo turno di ritorno della Serie A ci consegna un campionato spaccato in tre tronconi, dove il cinismo e i nuovi volti hanno fatto la differenza. Ecco il punto su quanto accaduto in questa 21ª giornata
Emozioni e sorprese anche in questo turno del massimo campionato calcistico italiano.

​L'Inter non sbaglia a Udine (0-1) e mantiene il comando, ma il Milan di Max Allegri risponde presente: basta un'incornata di Fullkrug per piegare il Lecce e restare a -3 dai cugini. 
Basta un 1-0 sofferto al Napoli di Antonio Conte per cercare di rimanere in scia alle prime due.

Dietro, la vera notizia è il sorpasso della Roma ai danni della Juventus
I giallorossi, trascinati da un Malen già decisivo al debutto, espugnano Torino e si prendono il 4° posto, approfittando del clamoroso scivolone della Juve di Lucia k Spalletti contro il Cagliari
Una Juve bella ma inconcludente, che paga l'incapacità di segnare nonostante un dominio totale. 

Il Como di Fabregas è ormai una realtà consolidata: il 3-0 inflitto alla Lazio all'Olimpico (show di Nico Paz) proietta i lariani a ridosso della zona Champions. Emozioni forti al Dall'Ara, dove la Fiorentina batte il Bologna e dedica il successo allo scomparso Presidente Commisso, in una giornata segnata dal lutto e dal cuore dei giocatori viola. 

In coda, la situazione si fa drammatica. 
Il Pisa accarezza l'impresa contro l'Atalanta, ma viene beffato nel finale, strappando comunque un pareggio d'orgoglio (1-1). 
Lo 0-0 tra Cremonese e Verona non accontenta nessuno, lasciando, comunque, il Pisa e l'Hellas a condividere l'ultimo gradino della classifica.  

Questa giornata ci insegna che il possesso palla è un'illusione se manca la cattiveria sotto porta (vero Juve?). Mentre il Como sogna in grande e le big corrono, in coda si lotta per la sopravvivenza in un campionato che non fa sconti a nessuno.

Andiamo adesso ad analizzare tutte le gare nello specifico ed a guardare 
le conseguenti classifiche:👇🏼

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Cagliari-Juventus 1-0
⚽ 65’ Mazzitelli

CAGLIARI (3-5-2): Caprile; Zè Pedro, Mina, Luperto; Palestra, Adopo, Mazzitelli, Gaetano, Obert; Esposito (19' st Idrissi), Kilicsoy (9' st Borrelli). 
All.: Pisacane.    

JUVENTUS (4-2-3-1): Perin; Kalulu, Bremer, Kelly, Cambiaso (35' st Conceicao), Locatelli (21' st Openda), Koopmeiners; McKennie (35' st Thuram) Miretti (21' st Zhegrova), Yildiz; David (43' st Adzic) 
All.: Spalletti

Ammoniti: Yildiz per comportamento non regolamentare. 

Brutta battuta d’arresto per la Juventus di Luciano Spalletti, che cade inaspettatamente contro il Cagliari nonostante un dominio territoriale quasi assoluto. Dopo un periodo di grande entusiasmo e rinascita, i bianconeri riscoprono il lato amaro del calcio: tenere il pallino del gioco non serve a nulla se non si riesce a concretizzare. 
La Juve ha controllato il match dall'inizio alla fine, schiacciando i sardi nella propria metà campo e collezionando una quantità industriale di calci d'angolo (circa venti). 
Tuttavia, la manovra fluida ed esteticamente piacevole del "nuovo corso" si è infranta contro il muro del Cagliari e la propria imprecisione sotto porta. 
Al 15', l'arbitro assegna inizialmente un penalty per fallo su Miretti, ma torna sui suoi passi dopo la revisione al VAR, strozzando in gola l'urlo dei tifosi bianconeri. 
Poco prima della mezz'ora, un contropiede fulmineo guidato da Yildiz mette ancora Miretti in condizione di colpire, ma Caprile si oppone con un grande intervento. 

Nel secondo tempo, nonostante la pressione costante della Juventus, è il Cagliari a colpire. 
Al 65', Mazzitelli trova il varco giusto e batte Perin, firmando l'1-0 nell'unica vera sortita offensiva dei padroni di casa. 
Nel finale la sfortuna si accanisce sulla squadra di Spalletti. 
Prima Openda manca una clamorosa occasione per il pareggio, poi è Yildiz a vedere strozzata la gioia del gol da un palo che respinge la sua conclusione. 
Al triplice fischio, il tabellino recita 1-0 per il Cagliari. 
Una sconfitta che brucia proprio perché arrivata al termine di una gara dominata sul piano del gioco. 
La cura Spalletti ha ridato un'identità chiara alla squadra, ma questa partita serve da lezione: nel calcio, il possesso palla e le statistiche non portano punti se manca la cattiveria negli ultimi sedici metri.

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Pisa-Atalamta 1-1
⚽ 83' Krstovic (A), 87' Durosinmi (P)

PISA (3-4-3): Scuffet; Coppola, Calabresi (90+1' Bozhinov), Canestrelli; Touré, Marin (68' Leris), Aebischer, Angori; Moreo, Meister (68' Durosinmi), Tramoni (68' Piccinini). 
Allenatore: Alberto Gilardino

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini (70' Krstovic), Hien, Ahanor; Musah (56' Zappacosta), de Roon, Pasalic (56' Ederson), Bernasconi; De Ketelaere, Zalewski (81' Sulemana); Scamacca (56' Raspadori).
Allenatore: Raffaele Palladino

AMMONITI: Pasalic (A), Scalvini (A), Coppola (P)

Pareggio che lascia l'amaro in bocca al Pisa quello maturato all'Arena Garibaldi nell'anticipo della 21ª giornata. 
Nonostante una prestazione di alto livello, i padroni di casa non vanno oltre l'1-1 contro un'Atalanta che è riuscita a strappare un punto quasi insperato. 
Il primo tempo è stato un monologo nerazzurro, ma di marca pisana. 
La squadra di casa ha schiacciato la "Dea" nella propria metà campo, creando numerose palle gol che però non sono state concretizzate. 
L'Atalanta è riuscita a chiudere la prima frazione sullo 0-0 solo grazie a un pizzico di fortuna e alla scarsa precisione degli attaccanti toscani. 

Nella ripresa, le mosse di Palladino hanno cambiato l'inerzia della gara. 
I tre cambi effettuati dall'allenatore bergamasco hanno dato nuova linfa all'Atalanta, che ha iniziato a premere con più convinzione. 
Proprio quando il Pisa sembrava aver ripreso le redini del gioco grazie agli innesti di Leris e Piccinini, è arrivata la beffa. 
83' Gol dell' Atalanta: In un'azione confusa e rocambolesca in area di rigore, Krstovic è stato il più lesto di tutti a ribadire in rete il pallone del vantaggio ospite. 
87' il Pareggio del Pisa: Sotto di un gol e con poco tempo a disposizione, il Pisa ha reagito da grande squadra. Leris ha pennellato l'ennesimo cross della sua partita trovando lo stacco imperioso di Durosinmi: la testata del nigeriano si è infilata nell'angolino basso, rendendo inutile il tuffo di Carnesecchi. 
In sintesi Il Pisa esce dal campo con la consapevolezza di aver dominato per lunghi tratti, ma con il rimpianto di aver raccolto meno di quanto seminato. L'Atalanta, dal canto suo, ringrazia la reazione avuta nel secondo tempo e la zampata di Krstovic per evitare un KO che, per quanto visto nel primo tempo, sembrava scritto.

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Napoli-Sassuolo 1-0
⚽ nel pt 7' Lobotka

NAPOLI (3-4-2-1): Milinkovic-Savic, Juan Jesus, Rrahmani (21' st Buongiorno), Beukema (11' st Politano), Di Lorenzo, McTominay, Lobotka, Spinazzola, Vergara (17' st Mazzocchi), Hojlund, Elmas (11' st Lang). 
All. Stellini

SASSUOLO (4-3-3): Muric, Walukiewicz, Idzes, Muharemovic, Doig (35' st Coulibaly), Lipani (44' st Moro), Matic, Vranckx (9' st Iannoni), Fadera (35' st Skjellerup), Pinamonti (44' st Cheddira), Laurienté. 
All. Grosso

Ammoniti: Vranckx per gioco falloso, il tecnico del Sassuolo Grosso per protesta, Iannoni per gioco falloso.

Vittoria di misura e di sofferenza per il Napoli, che piega il Sassuolo grazie a un gol lampo ma paga un prezzo altissimo in termini di infermeria. 
Il match si sblocca dopo appena sette minuti: Spinazzola innesca Elmas, la cui conclusione viene murata dalla difesa neroverde; sulla palla vagante si avventa però Lobotka, che con un preciso tiro al volo trafigge il portiere e firma l'1-0. 
Nonostante il colpo subito a freddo, gli ospiti non si sono arresi, alzando il ritmo e mettendo in seria difficoltà la retroguardia partenopea. 
Il Sassuolo ha sfiorato il pareggio in diverse occasioni, trascinato dalla vivacità di Laurienté e dai tentativi di Lipani e Vranckx, senza però riuscire a trovare la via del gol. 

​Il secondo tempo è stato decisamente meno spettacolare, con le due squadre che hanno faticato a creare pericoli concreti. 
La nota dolente per gli azzurri riguarda però le condizioni fisiche della rosa: nel corso della frazione, infatti, sono stati costretti a lasciare il campo per infortunio tre pilastri come Elmas, Rrahmani e Politano
Nonostante l'emergenza infortuni e la pressione finale del Sassuolo, il Napoli è riuscito a blindare il risultato, portando a casa tre punti preziosi. 
È un successo che dà morale alla classifica, ma che lascia molta preoccupazione per le condizioni dei giocatori usciti malconci.

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Udinese-Inter 0-1

UDINESE (3-5-1-1): Okoye; Kristensen, Kabasele (30' st Bertola), Solet; Zanoli (30' st Ehizibue), Piotrowski (44' pt Miller), Karlstrom, Ekkelenkamp (39' st Bayo), Kamara; Atta (30' st Gueye), Davis. 
All. Runjaic

INTER (3-5-2) Sommer; Bisseck, Akanji, Carlos Augusto (33' st Acerbi) ; Luis Enrique, Barella, Zielinski (43' st Sucic), Mkhitaryan (33' st Frattesi); Lautaro (43' st De Vrij), Pio Esposito (23' st Bonny). 
All. Chivu

Ammoniti: Carlos Augusto per gioco falloso.

L'Inter continua la sua corsa in vetta alla classifica, espugnando il campo dell'Udinese grazie a una prova di forza e maturità. 
Una vittoria di misura che permette ai nerazzurri di blindare il primato e allungare, almeno per il momento, sulle inseguitrici. 
L’approccio della squadra di Chivu è feroce. 
Già dai primi minuti l'Inter sfiora il vantaggio: prima ci prova Lautaro Martinez, fermato da un attento Okoye, poi è Dimarco ad andare vicinissimo al gol dell'anno con una coordinazione al volo che finisce fuori di un soffio. 
​Il muro friulano crolla al 20': il giovane Pio Esposito lavora un ottimo pallone facendo da sponda per Lautaro, il quale con una magia nello stretto salta due avversari e infila il pallone nell'angolino basso per l'1-0. 

Nel secondo tempo l'Inter cerca il colpo del KO per chiudere i conti. 
Al 60' sembra fatta quando Dimarco trova la via della rete, ma l'urlo della gioia viene strozzato dal VAR, che segnala una posizione di fuorigioco e annulla il raddoppio. 
Nel finale l'Udinese prova l'assalto disperato alzando il baricentro alla ricerca del pari, ma la difesa della capolista si dimostra ancora una volta solidissima, respingendo ogni minaccia fino al fischio finale. 
Tre punti d'oro per l'Inter che dimostra di saper soffrire e gestire anche quando il vantaggio è minimo. Una prestazione da squadra matura che mette pressione alle rivali.

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PARMA (4-2-3-1): Corvi, Delprato, Circati, Valenti, Valeri, Estevez, Keita, Oristanio (37' st Cremaschi), Bernabè (31' st Sorensen), Ondrejka (1' st Britschgi), Pellegrino (31' st Djuric). 
All.: Cuesta

GENOA (3-5-2): Leali, Marcandalli, Ostigard, Vasquez, Sabelli (31' st Masini), Malinovskyi (28' st Messias), Frendrup, Ellertsson, Martin, Vitinha (28' st Ekhator), Colombo (44' st Nuredini). 
All.: De Rossi

Ammoniti: Ondrejka, Circati, Ostigard, Vitinha per gioco falloso, Valenti per proteste. 

Reti bianche al Tardini tra Parma e Genoa, in un match equilibrato dove le difese hanno avuto la meglio sugli attacchi. 
Un punto a testa che smuove la classifica e permette a entrambe le compagini di dare continuità ai propri risultati utili in chiave salvezza. 
L'avvio è tutto del Genoa di De Rossi, che scende in campo con un piglio molto aggressivo. 
Il protagonista assoluto dei primi minuti è Colombo, capace di creare tre palle gol nitide nel primo quarto d'ora, senza però riuscire a superare Corvi. 
Il Parma fatica a uscire, ma al 29' ha un sussulto con Bernabé: la sua conclusione, l'unica vera minaccia dei crociati nel primo tempo, viene deviata in corner da un attento Leali. 
Prima dell'intervallo, gli ospiti sfiorano ancora il vantaggio con un colpo di testa di Sabelli che lambisce il palo. 

Nella seconda frazione i ritmi restano alti. 
Il Genoa parte meglio, ma il Parma guadagna campo con il passare dei minuti. 
Intorno al 60', Oristanio testa i riflessi di Leali, mentre poco dopo è Djuric a spaventare i padroni di casa con una girata di testa che termina fuori di poco. 
Il vero brivido arriva all'88', quando il solito Colombo ha sul piede la palla della vittoria, ma trova l'opposizione decisiva di Corvi, che blinda lo 0-0 finale. 
Uno 0-0 che riflette sostanzialmente l'andamento della gara: meglio il Genoa per volume di gioco e occasioni, ma il Parma è stato bravo a non disunirsi e a colpire nei momenti giusti. 
Entrambe le squadre tornano a casa con un piccolo ma importante mattoncino per i rispettivi obiettivi.


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Milan-Lecce 1-0
⚽ 31' st Fullkrug

MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, De Winter; Saelemaekers (35' st Athekame), Ricci (27' st Loftus-Cheek), Jashari (42' st Modric), Rabiot, Estupiñan; Pulisic (27' st Füllkrug), Leão (42' st Nkunku). 
All.: Allegri

LECCE (4-3-3): Falcone; Ndaba, Siebert, Tiago Gabriel, Gallo (40' st N'Dri); Gandelman, Ramadani (40' st Maleh), Coulibaly; Sottil (9' st Banda), Stulić (24' st Morente), Pierotti. 
All.: Di Francesco

Ammoniti: De Winter e Ramadani per gioco falloso.

Vittoria "corta" ma pesantissima per il Milan di Massimiliano Allegri, che piega la resistenza del Lecce grazie a un cambio azzeccato e rimane incollato all'Inter, blindando il secondo posto dall'assalto del Napoli. 
​Il Milan prova subito a scappare al 9' con Leao, che trova la via del gol, ma la gioia dura poco: la posizione del portoghese è irregolare e l'arbitro annulla per fuorigioco. 
Il Lecce non resta a guardare e risponde al 17' con un cross insidioso di Pierotti che però attraversa tutta l'area senza trovare deviazioni. 
I rossoneri mantengono il controllo del pallone ma faticano a pungere, trovando sulla loro strada un Falcone in giornata di grazia, già decisivo al 33' su una conclusione di Pulisic. 

​Nel secondo tempo il Milan alza il baricentro. Falcone continua il suo show personale: prima compie un miracolo su un rasoterra di Ricci, poi si ripete negando ancora il gol a Pulisic. 
​Al minuto 76 la svolta: Allegri decide di cambiare volto all'attacco, richiamando Pulisic e inserendo la fisicità di Fullkrug. La scelta paga quasi subito. 
All'​81' Gol Milan: Su un cross perfetto, l'attaccante tedesco svetta più in alto di tutti e con una testata precisa firma l'1-0
Nel finale c'è gloria ancora per Falcone, che evita un passivo più pesante con un altro intervento prodigioso su Nkunku, ma al triplice fischio è il Milan a festeggiare i tre punti. 
Un Milan "allegriano" nel senso più puro del termine: concreto, solido e capace di sfruttare gli episodi e i cambi. 
Il Lecce esce a testa alta, trascinato da un Falcone monumentale, ma non basta a fermare la corsa rossonera.

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Torino-Roma 0-2
⚽ 26' pt Malen, 27' st Dybala

TORINO (3-5-2): Paleari, Tameze, Ismajli, Coco, Lazaro, Vlasic, Ilkhan (32' st Anjorin), Gineitis (1' st Casadei), Aboukhlal (33' pt Pedersen), Ngonge (32' st Njie), Adams. 
All.: Baroni

ROMA (3-4-2-1): Svilar, Mancini, Ndicka, Hermoso (23' pt Ghilardi), Rensch (31' st Tsimikas), Cristante, Koné, Wesley, Dybala (31' st Pisilli), Pellegrini (7' st Soulè), Malen (31' st Vaz). 
All.: Gasperini

Ammoniti: Ismajli, Mancini per gioco falloso.

Colpo grosso della Roma a Torino: i giallorossi superano i granata per 2-0, centrano il terzo successo consecutivo e si prendono di forza il quarto posto, scavalcando la Juventus in classifica. 
La partita viene subito indirizzata dall'ottimo approccio degli ospiti, trascinati da un Donyell Malen in formato deluxe. 
L'olandese, alla sua prima apparizione in Serie A, impiega pochissimo a farsi notare: 
Al 24' vede annullarsi un gol per fuorigioco. 
Al 27', però, si rifà con gli interessi: imbeccato da un assist al bacio di Dybala, trafigge Paleari con un destro preciso firmando l'1-0. 

Nella ripresa il Torino prova ad alzare il baricentro e la pressione per riaprire i giochi, ma la difesa giallorossa tiene botta senza correre rischi eccessivi. Al 72' la Roma chiude i conti: ci pensa ancora la "Joya", Paulo Dybala, che con un tocco morbido di pura classe scavalca il portiere granata per il definitivo 2-0. 
Momento magico per la Roma, che sembra aver trovato la quadratura del cerchio e un nuovo terminale offensivo subito integrato. 
Per il Torino di Vanoli, invece, prosegue il periodo nero tra le mura amiche con il terzo KO interno di fila.

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Bologna-Fiorentina 1-2
⚽ 19' pt Mandragora (F), 46' pt Piccoli (F), 43' st Fabbian (B)

BOLOGNA (4-2-3-1): Ravaglia, Holm (1' st Zortea), Casale, Heggem, Miranda, Freuler (1' st Moro), Pobega (27' st Ferguson), Orsolini (1' st Rowe), Odgaard (1' st Fabbian), Cambiaghi, Castro. 
All.: Italiano

FIORENTINA (4-14-1): De Gea, Dodo, Comuzzo, Pongracic, Gosens, Fagioli (49' st Ranieri), Parisi (35' st Fortini), Ndour (27' st Sohm), Mandragora (27' st Brescianini), Gudmundsson (27' st Solomon), Piccoli. 
All.: Vanoli (in panchina Cavalletto)

Ammoniti: Holm, Miranda per gioco scorretto; Ferguson per comportamento non regolamentare

In un'atmosfera carica di commozione, la Fiorentina espugna il Dall'Ara superando il Bologna per 2-1
Una vittoria dal significato profondo, dedicata interamente alla memoria del presidente Rocco Commisso, scomparso proprio alla vigilia del match. 
​Il clima pre-partita è stato toccante: i giocatori viola sono scesi in campo per il riscaldamento con una maglia speciale, indossando poi il lutto al braccio per tutta la gara. 
Dopo il minuto di raccoglimento e l'ultimo saluto della Curva Fiesole in trasferta, la parola è passata al campo. 
La gara è stata vibrante fin dall'inizio: 
Al 17', Ndour trova la via del gol per il Bologna, ma la gioia rossoblù viene spenta dal VAR che annulla per fuorigioco. 
Due minuti dopo, al 19', Mandragora finalizza un assist di Gudmundsson portando avanti i toscani. 
Allo scadere della prima frazione (45'), Piccoli svetta su un cross perfetto di Dodò e firma il 2-0, mettendo in ghiaccio il risultato prima dell'intervallo. 

Nel secondo tempo la Fiorentina ha l'occasione per chiudere i conti, ma Pongracic fallisce il "cucchiaio" davanti a Ravaglia. 
Poco dopo, la sfortuna colpisce il Bologna con un palo colpito da Rowe. 
Il finale si accende improvvisamente quando Fabbian accorcia le distanze, siglando il 2-1. 
Il Bologna ci crede e si riversa in avanti con una serie di mischie pericolose alimentate da Cambiaghi e Castro, ma la difesa viola regge l'urto fino al triplice fischio. 
Una vittoria sofferta ma meritata che permette alla Fiorentina di onorare al meglio la figura del suo presidente. 
Il Bologna esce sconfitto nonostante un forcing finale generoso che ha fatto tremare i tifosi viola.

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Cremonese-H.Verona 0-0

CREMONESE (3-5-2): Audero; Ceccherini (73' Folino), Baschirotto, Bianchetti; Terracciano, Bondo, Grassi (90' Collocolo), Vandeputte (83' Zerbin), Barbieri (90' Floriani Mussolini); Bonazzoli (74' Moumbagna), Vardy.
All.: Nicola

H.VERONA (3-4-2-1): Perilli; Slotsager, Nelsson, Ebosse (71' Harroui); Lirola (87' Oyegoke), Gagliardini, Bernede, Bradaric; Giovane, Sarr (67' Serdar); Orban.
All.: Zanetti.

ARBITRO: Arena

AMMONITI: Bonazzoli (C), Vandeputte (C), Vardy (C)


Pari a reti bianche allo stadio "Zini" tra Cremonese e Hellas Verona, nel primo dei due posticipi del lunedì. Uno 0-0 che sa di occasione sprecata soprattutto per gli scaligeri, apparsi più intraprendenti nonostante una lunghissima lista di assenze, mentre la Cremonese incassa un punto che le permette di restare a metà classifica. 
L'Hellas di Zanetti si presenta a Cremona in piena emergenza: tra squalifiche e infortuni, mancano ben sette pedine fondamentali. 
L'allenatore è costretto a lanciare subito il nuovo arrivato Lirola e si affida al talento del giovane Giovane nel tridente offensivo. 
La Cremonese di contro punta sull'esperienza di Jamie Vardy e Bonazzoli, ma nel primo tempo la partita fatica a decollare. 
Si lotta molto a centrocampo, con poche emozioni e un solo vero sussulto: una parata di Audero che nega il gol proprio a Giovane. 

Nella ripresa è il Verona a prendere in mano le redini del gioco. 
La squadra di Zanetti domina territorialmente, trascinata da un Giovane ispiratissimo che però sbatte ripetutamente contro la tattica del fuorigioco della difesa grigiorossa e contro i riflessi di Audero
All'84' lo stadio ammutolisce: Giovane trova una splendida coordinazione in semi-rovesciata e spedisce la palla in rete. 
La gioia gialloblù dura però pochissimo, perché il VAR annulla la prodezza per una posizione irregolare. 
Nel recupero, la Cremonese trema su una mischia furibonda, ma Terracciano salva tutto sulla linea, blindando il risultato.

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Lazio – Como 0-3
⚽ 2’Baturina (C), 24’pt e 4’st Nico Paz (C)

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini (dal 19’st Lazzari); Belahyane, Cataldi (dal 7’st Rovella), Taylor (dal 39’st Dele-Bashiru); Cancellieri (dal 7’st Isaksen), Ratkov (dal 7’st Noslin), Zaccagni. 
All.: Sarri

COMO (4-3-3): Butez; Smolcic (dal 1’st Posch), Diego Carlos, Ramon, Valle; Caqueret (dal 20’st Sergi Roberto), Perrone; Nico Paz (dal 35’st Douvikas), Da Cunha, Rodriguez (dal 35’st Kuhn); Baturina (dal 28’st Vojvoda). 
All.: Fabregas

Ammoniti: 20’pt Zaccagni (L), 22’pt Smolcic (C), 41’pt Romagnoli (L), 43’pt Cataldi (L), 13’st Pellegrini (L), 30’st Posch (C), 44’st Valle (C)

Impresa clamorosa, anche se fino ad un certo punto, del Como che espugna l'Olimpico con un perentorio 3-0 ai danni della Lazio
I lariani cancellano immediatamente il ko contro il Milan e lanciano un segnale fortissimo al campionato, blindando il sesto posto e mettendo nel mirino la zona Champions League. 
​La gara si mette subito in discesa per gli uomini di Fabregas: dopo appena un minuto e mezzo, Baturina approfitta di un rimpallo favorevole e trafigge Provedel (complice una deviazione di Romagnoli). 
La Lazio prova a reagire con Cataldi e Cancellieri, ma la difesa del Como tiene botta e il portiere Butez si dimostra attentissimo nelle uscite. 
Al 24', il Como colpisce ancora: un cross dalla sinistra crea il panico nella difesa biancoceleste; la palla resta vagante in area ed è il talento argentino Nico Paz a fiondarsi sul pallone per il raddoppio. 
Al 34' la partita potrebbe chiudersi definitivamente: dopo un check del VAR per un fallo su Caqueret, l'arbitro assegna un rigore al Como. 
Dagli undici metri si presenta ancora Nico Paz, ma stavolta Provedel intuisce e para, tenendo a galla i suoi. 
Poco prima dell'intervallo, la Lazio sfiora il gol che riaprirebbe il match con Zaccagni, ma Butez abbassa la saracinesca. 

La speranza di rimonta laziale viene però spenta definitivamente al 49' (inizio ripresa), quando Nico Paz si fa perdonare l'errore dal dischetto firmando la sua doppietta personale e il definitivo 3-0.

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Classifica 


Squadra

Punti

Inter

49

Milan

46

Napoli

43

Roma

42

Juventus

39

Como

37

Atalanta

32

Bologna

30

Lazio

28

Udinese

26

Sassuolo

23

Cremonese

23

Parma

23

Torino

23

Cagliari

22

Genoa

20

Fiorentina

17

Lecce

17

Pisa

14

Hellas Verona

14



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Marcatori 

​⚽ 11 reti

  • Lautaro Martínez (Internazionale)

​⚽ 8 reti

  • Christian Pulisic (Milan)
  • Nico Paz (Como)

​⚽ 7 reti

  • Hakan Çalhanoglu (Internazionale)
  • Rafael Leão (Milan)
  • Riccardo Orsolini (Bologna)
  • Kenan Yildiz (Juventus)

​⚽ 6 reti

  • Rolando Mandragora (Fiorentina)
  • Marcus Thuram (Internazionale)
  • Keinan Davis (Udinese)
  • Anastasios (Tasos) Douvikas (Como)
  • Rasmus Højlund (Napoli)
  • Matías Soulé (Roma)
  • Marco Pellegrino (Parma)
  • Santiago Castro (Bologna)
  • Gift Orban (Hellas Verona)

​⚽ 5 reti

  • Jamie Vardy (Cremonese)
  • Federico Bonazzoli (Cremonese)
  • Giovanni Simeone (Torino)
  • Nikola Vlasic (Torino)
  • Scott McTominay (Napoli)
  • Gianluca Scamacca (Atalanta)
  • Nikola Krstovic (Atalanta)
  • Moise Kean (Fiorentina)
  • Nicolò Zaniolo (Udinese)
  • Lorenzo Colombo (Genoa)

​⚽ 4 reti

  • Domenico Berardi (Sassuolo)
  • Federico Dimarco (Internazionale)
  • André-Frank Zambo Anguissa (Napoli)
  • Christopher Nkunku (Milan)
  • Albert Gudmundsson (Fiorentina)
  • Andrea Pinamonti (Sassuolo)
  • Jens Odgaard (Bologna)
  • Leo Østigård (Genoa)
  • Ange-Yoan Bonny (Internazionale)
  • Kevin De Bruyne (Napoli)

​⚽ 3 reti

  • Marc-Oliver Kempf (Como)
  • Adrien Rabiot (Milan)
  • Mattia Zaccagni (Lazio)
  • Stefano Moreo (Pisa)
  • Ché Adams (Torino)
  • Artem Dovbyk (Roma)
  • M'Bala Nzola (Pisa)
  • Dušan Vlahovic (Juventus)
  • David Neres (Napoli)
  • Jonathan David (Juventus)
  • Armand Laurienté (Sassuolo)
  • Roberto Piccoli (Cagliari)
  • Charles De Ketelaere (Atalanta)
  • Matteo Cancellieri (Lazio)
  • Gennaro Borrelli (Cagliari)
  • Nicolò Cambiaghi (Bologna)
  • Lewis Ferguson (Roma)
  • Martin Baturina (Como)
  • Manu Koné (Sassuolo)
  • Wesley Gassova (Roma)
  • Samuel Addai (Como)
  • Giovane Santana do Nascimento (Hellas Verona)

2 reti
Kostic (Juventus);
Belotti (Cagliari);
Dybala (Roma);
Zielinski (Internazionale);
Cataldi (Lazio);
Malinovskyi (Genoa);
Pasalic (Atalanta);
Gosens (Fiorentina);
Thorsby (Genoa);
Pellegrini (Roma);
Coulibaly (Lecce);
Serdar (Hellas Verona);
Lookman (Atalanta);
Ekkelenkamp (Udinese);
Piccoli (Fiorentina);
McKennie (Juventus);
Guendouzi (Lazio);
Castellanos (Lazio);
Tramoni (Pisa);
Saelemaekers (Milan);
Gaetano (Cagliari);
Banda (Lecce);
Thorstvedt (Sassuolo);
Isaksen (Lazio);
Bernabé (Parma);
Pobega (Bologna);
Conceição (Juventus);
Koné (Roma);
Felici (Cagliari);
N’Dri (Lecce);
Perrone (Como);
Cabal (Juventus);
Pavlovic (Milan);
Sulemana (Atalanta);
Casadei (Torino);
Terracciano (Cremonese);
Stulic (Lecce);
Fabbian (Bologna);
Scalvini (Atalanta);
Muharemovic (Sassuolo);
Vítinha (Genoa);
Belghali (Hellas Verona);
Noslin (Lazio);
Baschirotto (Cremonese);
Berisha (Lecce);
Kiliçsoy (Cagliari);
Pio Esposito (Internazionale);
Meister (Pisa);
Bartesaghi (Milan);
Ramón (Como);
Ekhator (Genoa);
Spinazzola (Napoli);
Kabasele (Udinese);

1 rete
Moreno (Como);
Vázquez (Cremonese);
Lobotka (Napoli);
Zapata (Torino);
Cristante (Roma);
Loftus-Cheek (Milan);
Bernardeschi (Bologna);
Ekuban (Genoa);
Maripán (Torino);
Karlström (Udinese);
Mazzitelli (Cagliari);
Mina (Cagliari);
Rrahmani (Napoli);
Sanabria (Cremonese);
Luperto (Cagliari);
Barella (Internazionale);
Çelik (Roma);
Buksa (Udinese);
Posch (Como);
Dumfries (Internazionale);
Kossounou (Atalanta);
Cutrone (Parma);
Vojvoda (Como);
Basic (Lazio);
Hermoso (Roma);
Bastoni (Internazionale);
Ranieri (Fiorentina);
Lucumí (Bologna);
Moro (Bologna);
Piotrowski (Udinese);
Touré (Pisa);
Bernede (Hellas Verona);
Augusto (Internazionale);
Martín (Genoa);
Openda (Juventus);
Sottil (Lecce);
Kelly (Juventus);
De Luca (Cremonese);
Thuram (Juventus);
Gilmour (Napoli);
Johnsen (Cremonese);
Folorunsho (Cagliari);
Frese (Hellas Verona);
Modric (Milan);
Lang (Napoli);
Léris (Pisa);
Bremer (Juventus);
Solet (Udinese);
Beukema (Napoli);
Miranda (Bologna);
Payero (Cremonese);
Bisseck (Internazionale);
Dallinga (Bologna);
Frendrup (Genoa);
Benedyczak (Parma);
Delprato (Parma);
Adopo (Cagliari);
Ricci (Milan);
Coco (Torino);
Brescianini (Atalanta);
Fofana (Milan);
da Cunha (Como);
Ngonge (Torino);
Kalulu (Juventus);
Zalewski (Atalanta);
Dia (Lazio);
Lucca (Napoli);
Samardzic (Atalanta);
Holm (Bologna);
Ellertsson (Genoa);
Cheddira (Sassuolo);
Miretti (Juventus);
Sørensen (Parma);
Pedro (Lazio);
Norton-Cuffy (Genoa);
Circati (Parma);
Fadera (Sassuolo);
Iannoni (Sassuolo);
Kristensen (Udinese);
Cambiaso (Juventus);
Baldanzi (Roma);
Hien (Atalanta);
Ndour (Fiorentina);
Gatti (Juventus);
Bravo (Udinese);
Volpato (Sassuolo);
Sucic (Internazionale);
Adzic (Juventus);
Prati (Cagliari);
Atta (Udinese);
Lorran (Pisa);
Athekame (Milan);
Matic (Sassuolo);
Comuzzo (Fiorentina);
Njie (Torino);
Camarda (Lecce);
Gabriel (Lecce);
Folino (Cremonese);
Idrissi (Cagliari);
Cuadrado (Pisa);
Di Lorenzo (Napoli);

Autogol
Muharemovic (Sassuolo - 2 autogol);
Freuler (Bologna - 1 autogol);
Núñez (Hellas Verona - 1 autogol);
Nelsson (Hellas Verona - 1 autogol);
Sabelli (Genoa - 1 autogol);
Gabriel (Lecce - 1 autogol);
Hien (Atalanta - 1 autogol);
Solet (Udinese - 1 autogol);
Frese (Hellas Verona - 1 autogol);
Terracciano (Cremonese - 1 autogol);


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