L’egocentrismo al potere: la lettera da pericoloso "Bimbo minchia" di Trump alla Norvegia tra ricatti e deliri sulla Groenlandia (ma la Norvegia non è la Danimarca).
Un documento che sembra uscito dalla penna di un bambino viziato, ma che porta la firma del Presidente degli Stati Uniti. Donald Trump attacca il Premier norvegese Jonas Støre: "Niente Nobel? Allora non mi sento più obbligato alla pace".
di Mancio
Siamo abituati a dire che la realtà supera la fantasia, ma solitamente lo facevamo per sottolineare eventi straordinari in positivo.
Il contenuto dello scandalo: ricatti e rivendicazioni
L'ultima prova della pericolosità di questo leader è una lettera inviata al primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre.
Non è solo un documento diplomatico sgrammaticato nei concetti, è un vero e proprio manifesto di un "bimbo-minchia" allucinato con in mano i codici nucleari.
Il tono è un misto di minaccia e capriccio: poiché Oslo non lo ha premiato, lui si sente ora libero dal vincolo della pace per concentrarsi solo sugli interessi americani.
L'ossessione per la Groenlandia
Il passaggio più delirante riguarda però la Groenlandia.
Trump mette in discussione la sovranità danese, anche se la lettera la scrive al leader della Norvegia, sull'isola con argomentazioni che definire infantili sarebbe un complimento:
- Il diritto di proprietà: Sostiene che la Danimarca non abbia documenti scritti e che il possesso derivi solo da "una barca approdata lì centinaia di anni fa".
- Il primato della NATO: Rivendica di aver fatto per l'Alleanza Atlantica più di chiunque altro, pretendendo ora un tornaconto diretto.
- Il controllo totale: Afferma senza mezzi termini che la sicurezza mondiale dipende dal "Controllo Completo e Totale della Groenlandia" da parte degli Stati Uniti.
Il contesto: un vecchio pallino geopolitico
Un "dopo" che mette i brividi
Se oggi ci troviamo "nella merda" — per usare un'espressione colorita ma efficace — non serve cercare altrove la causa.
È tutta scritta in quel "Grazie!" finale di una lettera che scambia la diplomazia con il bullismo da cortile.


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