Mentre il mondo continua la sua rotazione inesorabile, la scomparsa dell’ultimo grande maestro della moda segna il tramonto di un’era e ci interroga sul senso del tempo che passa.
di Mancio
C’è un momento preciso in cui ci si rende conto che il mondo sta cambiando pelle.
Non è un sussulto improvviso, ma una rotazione silenziosa e inesorabile che prosegue incurante di chi resta a terra, incapace di stare al passo con le stazioni della vita.
Oggi, quel senso di vertigine ci colpisce con una forza brutale: a 93 anni si è spento Valentino Garavani, per tutti semplicemente Valentino.
Il Tempo e la Livella
Non è la prima volta che ci troviamo a riflettere sulla fragilità umana, ma quando il tempo presenta il conto a figure che sono state presenze costanti nel nostro immaginario collettivo, la realtà ci sbatte in faccia la sua verità più cruda: nessuno è eterno.
Come scriveva Totò, la morte è una "livella", ma questa legge universale nulla può contro il segno lasciato in vita.
Se sei stato una leggenda, rimani leggenda, anche quando il respiro si ferma.
Un Nome che è un Impero
Quando basta una sola parola — un nome proprio, senza titoli o aggettivi — per evocare un intero universo di eleganza, un Paese e un’epoca d’oro, allora il termine "leggenda" non è retorica, è l'unica definizione possibile.
Valentino non era solo uno stilista; era il custode di un codice estetico che ha reso l'Italia il centro del mondo.
Dopo la recente perdita di un altro titano come
Giorgio Armani, la scomparsa di Valentino lascia un vuoto incolmabile.
È una sottrazione di bellezza che riguarda tutti, anche chi non ha mai sfogliato una rivista di moda. Perdiamo un pezzo enorme della nostra cultura, un frammento della nostra identità nazionale che ha sfilato sui tappeti rossi più prestigiosi, vestendo dive come
Jackie Kennedy e
Sophia Loren.
L'Eredità del "Rosso"
Valentino Garavani lascia dietro di sé non solo un archivio di abiti inimitabili, ma l'invenzione di un colore — quel Rosso Valentino nato da una visione al teatro dell'Opera di Barcellona — che rimarrà per sempre il simbolo del potere e della passione.
Anche se il calendario corre e le generazioni si danno il cambio, il suo addio ci ricorda che l'eleganza non è una questione di stagioni, ma di eternità.
Oggi l'Italia è un po' più povera, privata di un uomo che ha saputo trasformare il tessuto in arte e il nome in un mito.
R.I.P. Valentino.
#MancioThoughts
“Il tempo non risparmia nessuno, ma il genio ha un modo tutto suo di sconfiggerlo: restando per sempre un’idea condivisa.
Valentino non smette di esistere; cambia solo forma, passando dalla cronaca alla Storia.”
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