Olimpiadi 2026: L'ombra dell'ICE di Trump sulla sicurezza di Milano-Cortina. È polemica nazionale.
Dall’accusa di “servilismo politico” alla mobilitazione di AVS: il caso degli agenti federali USA già operativi in Italia tra denunce di abusi e dubbi sulla sovranità.
di Mancio
Quella che inizialmente poteva sembrare una provocazione giornalistica o una distopia burocratica sta assumendo i contorni di un caso politico internazionale.
Al centro della bufera c’è l’accordo che vedrebbe l’ICE (Immigration and Customs Enforcement), l’agenzia federale statunitense nota per le sue politiche muscolari, coinvolta nella gestione della sicurezza per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina 2026.
Un ospite ingombrante nelle sedi olimpiche
Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, agenti dell’ICE sarebbero già operativi in Italia, stabilizzati in uffici presso la sede olimpica di Roma.
Il loro ruolo ufficiale sarebbe quello di "supporto" alle forze di polizia locali, ma la loro sola presenza sul suolo nazionale ha scatenato un'ondata di sdegno che attraversa l'opinione pubblica e arriva dritta in Parlamento.
- Violazioni dei diritti umani: Detenzioni arbitrarie e abusi documentati nei centri di confine.
- Metodi estremi: Casi controversi come l'uso di minori come esche o l'uccisione di Renee Nicole Good a un posto di blocco, citata come esempio di un approccio alla sicurezza che non ammette mediazioni.
- Minacce alla stampa: Segnalazioni di intimidazioni rivolte a giornalisti, inclusi cronisti italiani che cercavano di documentare l'operato dell'agenzia negli USA.
La rivolta politica: l'iniziativa di Fratoianni
Sovranità e "servilismo"
L'accusa rivolta alla Presidenza del Consiglio è quella di un "servilismo" che mette a rischio i diritti civili in nome di un'alleanza politica con la linea più dura d'oltreoceano.
Il messaggio è netto: in un Paese democratico non può esserci spazio per chi persegue e terrorizza i cittadini.

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