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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

31 Gennaio 2026, Teatro Angioino di Mola di Bari: "Otello" – XXV Stagione di Prosa.



Tra archetipi universali e abissi interiori: la Compagnia Calandra porta in scena il capolavoro shakespeariano nel DNA dell'umanità

di Mancio

​Esistono narrazioni che travalicano i confini del palcoscenico per farsi sostanza stessa della nostra cultura. 
Sono storie che appartengono a tutti, anche a chi non frequenta abitualmente i teatri o non si definisce un "addetto ai lavori". 

Indipendentemente dalla nostra professione, dai nostri interessi o dal percorso di studi intrapreso, ci sono opere che rimbalzano costantemente nei nostri discorsi, nei modi di dire e nel linguaggio comune. 
Le incrociamo ovunque: attraverso le parole ascoltate per strada, in TV, tra i feed dei social, tra i banchi di scuola o tra le corsie di un supermercato.
È un intreccio di dati e di vite: in chiunque potremmo ritrovare frasi e riferimenti a queste opere immortali, tramandate nelle forme più svariate nell'esistenza di ognuno di noi. 

Una sorta di "DNA del mondo" che la Compagnia Teatro d’Oggi, all'interno della sua XXV Stagione di Prosa 2025/26, ha deciso di celebrare con un appuntamento di eccezionale potenza emotiva. 



​Un capolavoro che si rinnova

​Sotto la Direzione Artistica di Francesco Capotorto e con il Patrocinio del Comune di Mola di Bari, il Teatro Angioino si appresta a ospitare, sabato 31 gennaio 2026, una proposta che interroga l'anima. 

Il fascino dei capolavori risiede proprio in questa loro eterna giovinezza: la capacità di offrirci, a ogni visione, una sfumatura diversa, una riflessione inedita che ci permette di sintonizzarci con l'opera e scoprirla ancora una volta nuova e affascinante. 


​In scena, la Compagnia Calandra di Tuglie (LE) presenta “Otello”, liberamente tratto da William Shakespeare, per la regia di Giuseppe Miggiano

Lo spettacolo arriva a Mola forte del prestigioso riconoscimento come Migliore Spettacolo FITA Italia 2025.

​Uno spazio psichico, non fisico

​La messinscena della Compagnia Calandra si distacca dalle ricostruzioni storiche sontuose. 

Non ci sono campi di battaglia o corti sfarzose; il dramma si consuma in uno spazio scenico più psichico che fisico
La scenografia e la grafica, curate da Piero Schirinzi, insieme ai costumi (realizzati dallo stesso Schirinzi con Claudia Calò e Benedetta Fedele), delineano un luogo astratto e indefinito. 
Questo ambiente diventa un sistema di coordinate simboliche dove le tensioni interiori prendono forma e la psicologia dei personaggi si riflette come in uno specchio.

​I cinque frammenti del mosaico tragico

​Il cuore del dramma è abitato da cinque voci, cinque frammenti di un mosaico che si ricompone scena dopo scena:

  • Otello (Giovanni Serini): L’eroe che, preda dell’odio altrui e della propria profonda insicurezza, precipita in un gorgo di dubbi.
  • Iago (Federico Della Ducata): Una Moira moderna che tesse la sua trama con una sordida e inquietante naturalezza.
  • Desdemona (Benedetta Fedele): Colei che si aggrappa all'amore con cieca speranza, ignara della tempesta imminente.
  • Emilia (Anna Rita Vizzi): Una figura lacerata, in costante lotta tra la fedeltà e la necessità della verità.
  • Cassio (Piero Schirinzi): Prigioniero ingenuo del proprio onore, ridotto a semplice pedina di un gioco perverso.
​In questo adattamento, ogni personaggio si mette a nudo attraverso confessioni dirette
finestre atemporali che permettono allo spettatore di accedere al loro microcosmo interiore, condividendone debolezze, propositi e paure.

​Il buio finale

“Spengo questa luce, e poi spengo quest’altra…”
In queste fatali parole di Otello si condensa il senso della tragedia: un istante sospeso tra l’ultimo anelito di luce e la discesa nelle tenebre. 
È il racconto di un desiderio che deraglia, di un amore che si trasforma in condanna. 
Quando tutto si spegne, resta solo il silenzio di una luce che si è estinta due volte: fuori, negli occhi del mondo, e dentro, nell'abisso dell'animo umano.

INFO E PRENOTAZIONI

Lo spettacolo avrà inizio alle ore 21.00 (sipario).

Le prenotazioni sono disponibili presso il botteghino del Teatro Angioino, in via Silvio Pellico n.7 a Mola di Bari.

  • Telefono: 080.4713061
  • WhatsApp: 349.6061378

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© Copyright 2013 Mancio Mario Ruggiero

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