Schedatura o Integrazione? Il "Censimento" di Valditara che scuote le scuole italiane - discriminazione etnica, ovviamente incostituzionale.
Tra la retorica dell'accoglienza e l'ombra della discriminazione etnica: il Ministero ordina la mappatura dei minori palestinesi senza un piano di supporto, scatenando l'indignazione di sindacati e costituzionalisti.
di Mancio
Quando si pensa che il dibattito pubblico abbia raggiunto il punto più basso, arriva un provvedimento ministeriale a spostare il confine ancora più in fondo.
L’ultima iniziativa del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, sta sollevando un’ondata di indignazione che travalica i confini scolastici per farsi questione di civiltà, etica e tenuta costituzionale.
La doppia circolare: il caso dei "segnalati"
La domanda che rimbalza tra i corridoi delle scuole e nelle sedi sindacali è una sola: perché?
Per un Paese che ufficialmente fatica a riconoscere lo Stato di Palestina, risulta paradossale che si mostri così solerte nel rintracciare i singoli individui che da quella terra fuggono, spesso a causa di un conflitto che la comunità internazionale non riesce (o non vuole) fermare.
Il "precedente" ucraino: un paragone che non regge
Il Ministero ha tentato di difendere l’iniziativa parlando di un semplice "censimento conoscitivo" finalizzato a favorire l’inclusione, citando come precedente quanto fatto per gli studenti ucraini dopo lo scoppio della guerra.
Tuttavia, le analogie si fermano alla superficie.
Come denunciato con forza dall'Usb (Unione Sindacale di Base), nel caso degli ucraini esisteva un piano nazionale straordinario, fondi dedicati, un sistema di accoglienza strutturato e un coinvolgimento diretto delle famiglie.
Per gli studenti palestinesi, oggi, non c’è nulla di tutto ciò:
Nessun progetto educativo specifico;
Nessun supporto psicologico per minori che arrivano da zone di guerra e distruzione;
Nessun sistema di accoglienza coordinato.
Senza queste basi, la rilevazione dei dati si trasforma da strumento di supporto a strumento di isolamento e controllo.
L’ombra del 1938 e lo strappo costituzionale
Conclusioni: un appello al ritiro
La richiesta che sale da più parti – e che si fa urlo di vergogna per chi crede ancora in un’Italia democratica – è che il Ministro Valditara faccia un passo indietro immediato.
Ritirare le circolari e ammettere l'errore non sarebbe solo un atto politico, ma un sussulto di decenza necessario prima che questa ferita diventi insanabile.


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