Mola di Bari, il 24 gennaio il Teatro Angioino ospita, per la XXV Stagione di Prosa, 2025/26 l’intramontabile “Misantropo” di Molière.
La Compagnia S.C.E.N.E. porta in scena un Alceste moderno e tormentato, ambientando il capolavoro seicentesco nei ruggenti anni ’20 parigini.
di Mancio
Esistono temi che non conoscono tramonto, riflessioni sull’animo umano che superano i secoli per parlarci ancora oggi con una forza disarmante.
È questo il cuore pulsante del prossimo appuntamento della XXV Stagione di Prosa 2025/26 del Teatro Angioino di Mola di Bari.
Sotto l’egida della Compagnia Teatro d’Oggi, con la direzione artistica di Francesco Capotorto e il patrocinio del Comune, sabato 24 gennaio 2026 i riflettori si accenderanno su uno dei testi più complessi e affascinanti della letteratura teatrale mondiale: "Il Misantropo" di Molière.
di Mancio
Esistono temi che non conoscono tramonto, riflessioni sull’animo umano che superano i secoli per parlarci ancora oggi con una forza disarmante.
Un allestimento da premio
A dare corpo e voce a questa messinscena sarà la Compagnia teatrale S.C.E.N.E., reduce da un 2025 costellato di successi.
La produzione arriva infatti a Mola forte dei prestigiosi riconoscimenti ottenuti al concorso FITA Puglia 2025, dove si è aggiudicata i premi per il Miglior Attore Protagonista e per i Migliori Costumi. Un biglietto da visita che garantisce una qualità estetica e interpretativa di altissimo livello.
A dare corpo e voce a questa messinscena sarà la Compagnia teatrale S.C.E.N.E., reduce da un 2025 costellato di successi.
Tra Charleston e Ipocrisia: la Parigi degli anni ‘20
La regia di R. Romeo compie una scelta coraggiosa e suggestiva: traslare l'intransigenza di Alceste dalle parrucche della corte di Luigi XIV alle atmosfere fumose e frenetiche della Parigi degli "Anni Folli" (1920).
La regia di R. Romeo compie una scelta coraggiosa e suggestiva: traslare l'intransigenza di Alceste dalle parrucche della corte di Luigi XIV alle atmosfere fumose e frenetiche della Parigi degli "Anni Folli" (1920).
In questo contesto, le mode effimere e le musiche dell'epoca diventano maschere dietro cui si celano vanità e vuoto esistenziale.
Il cast vede lo stesso Roberto Romeo nel ruolo del protagonista Alceste, affiancato da Sarah Pofi (A. Béjart - Celìne), Marco De Letteriis (Oronte), Simona De Santis (Arsinoè) e Mina Albanese (Eliante).
L’attualità di un personaggio scomodo
Alceste è l'uomo che rifiuta il compromesso, l'idealista che dichiara guerra alle convenzioni sociali, percepite come inutili e dannose ipocrisie.
Ma Molière, con la sua penna spietata, ne mette a nudo anche le contraddizioni: il suo desiderio di assoluto si scontra con la fragilità del sentimento amoroso e con l'inevitabile necessità di relazionarsi con una società che appare, oggi come allora, dominata dall'apparire.
Lo spettacolo promette di essere un’esperienza speculare per il pubblico: non sarà difficile riconoscersi in Alceste o individuare, tra i comprimari, le nevrosi e i vizi di chi incontriamo quotidianamente nel nostro cammino.
Una commedia che sa essere "divertente e terribilmente realistica", dove il confine tra farsa e tragedia si assottiglia fino a scomparire.
Curiosità interessante
Il Misantropo (1666) è considerato l'opera più autobiografica di Molière. Si dice che il drammaturgo francese abbia riversato nel personaggio di Alceste la propria sofferenza per il tormentato matrimonio con la giovane Armande Béjart (richiamata nel nome del personaggio interpretato da Sarah Pofi).
Questo legame tra vita privata e finzione rende il dramma ancora più denso di sfumature psicologiche, trasformando il palco in un tribunale dei sentimenti umani.
Informazioni Utili
L'appuntamento è per sabato 24 gennaio 2026 presso il Teatro Angioino di Mola di Bari.
- Sipario: ore 21:00
- Prenotazioni: Botteghino del Teatro Angioino
- Contatti: 080.4713061 – 349.6061378








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