L’abisso tra la Questione Morale e Gasparri: l’insulto a Berlinguer che scuote la decenza
Durante la trasmissione "L’Aria che tira", Maurizio Gasparri ha definito Enrico Berlinguer "disonesto" per i finanziamenti da Mosca. Un attacco frontale all'icona della probità politica che riapre una ferita profonda sul livello del dibattito pubblico in Italia.
di Mancio
Il gigante: Perché Berlinguer è intoccabile
Enrico Berlinguer non è stato solo il segretario del PCI; è stato l'uomo della "Questione Morale".
La sua eredità è rispettata universalmente per motivi che prescindono dall'ideologia:
- L'autonomia da Mosca: Fu proprio Berlinguer a teorizzare e attuare lo "strappo" dall'Unione Sovietica, dichiarando che la spinta propulsiva della Rivoluzione d'Ottobre si era esaurita e rivendicando la via democratica al socialismo (Eurocomunismo).
- La Questione Morale: In una celebre intervista a Eugenio Scalfari del 1981, denunciò come i partiti avessero occupato lo Stato, diventando centri di potere e clientela anziché strumenti di partecipazione.
- La dignità personale: Come cantava Giorgio Gaber, molti si sentivano comunisti perché "Berlinguer era una brava persona". La sua sobrietà e la sua coerenza lo hanno reso un modello di riferimento anche per i suoi avversari storici, come Almirante.
Il protagonista: Chi è Maurizio Gasparri?
Dall'altra parte della barricata comunicativa troviamo Maurizio Gasparri, un politico la cui carriera è stata costellata da episodi che rendono il suo attacco a Berlinguer quasi paradossale.
Tra i suoi "momenti d'oro" ricordiamo:
- La Legge Gasparri: Una riforma del sistema radiotelevisivo aspramente criticata (e bocciata dall'Europa) perché ritenuta una norma "ad personam" per tutelare gli interessi mediatici di Silvio Berlusconi.
- Le gaffes digitali: Celebri i suoi scontri su X (ex Twitter), dove ha spesso insultato utenti comuni, artisti (come Fedez) e persino ragazzine, con un linguaggio ben lontano dal decoro istituzionale.
- L'attacco alla magistratura: Una costante della sua carriera, volta a delegittimare qualsiasi indagine che sfiorasse il suo schieramento politico.
Un giornalismo senza bussola
Il punto più dolente della vicenda non è solo l'uscita infelice di un parlamentare, ma l'assenza di una smentita immediata e vigorosa da parte di chi conduceva.


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