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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

L’omicidio di Abanoub Youssef, L'ultimo rintocco di una società-giungla: tra lame, propaganda e il vuoto educativo.



​Quanto accaduto a La Spezia non è solo un fatto di cronaca nera, ma lo specchio di un fallimento sistemico. 
Mentre la politica si rifugia in stereotipi etnici, la scuola e le famiglie restano sole a gestire un’emergenza emotiva che sta armando le mani dei giovanissimi.

​.


di Mancio

L’orrore si ripete, ma il copione sembra farsi ogni volta più degradante. 
La morte di Abanoub Youssef, lo studente diciottenne accoltellato mortalmente da un compagno di scuola, è l’ennesimo segnale di una società che sta scivolando verso la legge della giungla

Tra i banchi, dove dovrebbe regnare il dialogo, è comparsa una lama. 
E fuori da quei banchi, dove dovrebbe regnare la responsabilità istituzionale, è comparsa la propaganda.

​Le reazioni: il coro delle piazze e il silenzio della politica seria

​La partecipazione emotiva è enorme. 
Manifestazioni spontanee e dichiarazioni si susseguono ogni ora, ma le richieste delle parti in causa sembrano viaggiare su binari paralleli:
  • Gli Studenti: Chiedono sicurezza, certo, ma soprattutto aiuto. Lamentano l'assenza di presidi psicologici e di spazi dove poter imparare a gestire il conflitto senza ricorrere alla violenza.
  • Genitori e Comunità: Vivono nel terrore che il "prossimo" possa essere il proprio figlio, chiedendo un controllo più serrato ma anche una ricostruzione del patto educativo tra famiglia e Stato.
  • Il Governo: Risponde spesso con la grammatica della repressione — decreti sicurezza, norme "anti-maranza" e inasprimento delle pene — trattando l'effetto (la violenza) ma ignorando sistematicamente la causa (il disagio psichico e l'analfabetismo emotivo).

​LA "Cazzata del Giorno": quando il razzismo sostituisce l'analisi

​In questo scenario di dolore, spicca la figura di chi, per ruolo istituzionale, dovrebbe unire e invece sceglie di dividere con affermazioni scientificamente e umanamente nulle. 

Il sindaco di La Spezia, Pierluigi Peracchini, è riuscito a scivolare in un'uscita xenofoba che ha lasciato molti sbigottiti: L’uso dei coltelli è solo di certe etnie.

​Una frase che non è solo una sciocchezza dal punto di vista storico e statistico — come se la violenza avesse un passaporto o come se il crimine fosse un tratto genetico — ma che rappresenta il culmine dello sciacallaggio politico

Peracchini, esponente di quella destra-destra che si professa paladina della sicurezza, ha cercato di derubricare un dramma umano a un problema di immigrazione, ignorando che la tragedia si è consumata tra ragazzi che condividono le stesse aule e, spesso, lo stesso destino di abbandono educativo.

​La radice del male: l'assenza di educazione affettiva

​La realtà è molto più complessa e inquietante di una questione etnica. 
Dietro l'omicidio di Abanoub c'è una foto di una ragazza sui social, una lite per gelosia, l'incapacità cronica di gestire il rifiuto, l'ira e il possesso. 
È il fallimento dell'educazione sessuo-affettiva.

​Mentre i ragazzi si muovono in un mondo digitale dove le emozioni sono iper-esposte ma non elaborate, la politica che Peracchini rappresenta fa di tutto per tenere l'educazione all'affettività fuori dalle scuole, etichettandola come "ideologica". 

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: giovani che non sanno dare un nome a ciò che provano e che, di fronte a una ferita dell'ego, rispondono con l'unica lingua che sembrano conoscere: quella della forza bruta.

​​#Manciopensiero conclusivo

​Ci meritiamo una classe politica che non cavalchi i cadaveri per un pugno di voti. 
Abbiamo bisogno di leader che affrontino la salute mentale e la riforma dei programmi scolastici con la stessa urgenza con cui firmano decreti sicurezza.
​Oggi il pensiero va ad Abanoub e alla sua famiglia, vittime di un compagno violento e di un sistema che ha preferito ignorare i segnali di disagio. 
Per chi invece non sa fare altro che alimentare l'odio razziale davanti a una bara, l'unica richiesta sensata è quella del silenzio.

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© Copyright 2013 Mancio Mario Ruggiero

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