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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

Serie A, 22ª Giornata: Valanga tennis per Inter e Como, la Juve si beve ed annienta il Napoli e il Genoa firma l'impresa.

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​Questo weekend di campionato ha riscritto le gerarchie della classifica attraverso una pioggia di gol e ribaltoni clamorosi. Ecco l'analisi completa:

di Mancio

Il Punto sulla Classifica

​L'Inter consolida il primato salendo a quota 52, staccando il Milan di 5 lunghezze. 
Dietro, si accende la bagarre per l'Europa con Roma e Napoli appaiate a 43, tallonate da una Juventus (42) e un Como (40) in forma smagliante. 
In coda, il Pisa e il Verona restano fanalini di coda, mentre il Cagliari respira aria di salvezza.

Mancioperspective: Analisi del Turno

Le "Grandi" tra certezze e scossoni

L'Inter di Chivu ha dato una dimostrazione di forza mentale spaventosa: finire sotto di due gol contro il Pisa e chiudere sul 6-2 non è da tutti. 
È la fame di chi vuole lo scudetto. 
Al contrario, il big match dello Stadium ha sancito la definitiva "cura Spalletti": la Juventus ha letteralmente annichilito un Napoli spento e senza contromisure. 
Un 3-0 che rilancia le ambizioni bianconere e fa scivolare Conte al terzo posto, agganciato da una Roma solida che ha saputo rispondere colpo su colpo al Milan.

Valanga Lariana e Miracoli a Marassi

La sorpresa assoluta si chiama Como
Un 6-0 al Torino è un risultato tennistico che proietta la squadra a ridosso della zona Champions. 
In coda, vittoria fondamentale dell'Udinese che espugna Verona, mentre il Genoa firma l'impresa della giornata: ribaltare il Bologna da 0-2 a 3-2 nel finale, dopo l'espulsione di Skorupski, è stata pura epica calcistica.

Goleade e Fregature

Mentre l'Atalanta di Palladino continua a divertire (4-0 al Parma), preoccupa la crisi della Fiorentina, beffata in casa da un Cagliari cinico nonostante il forcing finale. 
In un weekend dove si è segnato tantissimo, l'unica nota stonata è stato lo 0-0 tra Lecce e Lazio, una sfida bloccata che non ha lasciato tracce.

​In sintesi: l'Inter scappa, la Juve ruggisce e il Como non vuole più smettere di sognare.

​Adesso andiamo ad analizzare tutte le gare nello specifico ed in maniera più dettagliate e diamo uno sguardo alle conseguenti classifiche: 👇🏼 

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⚽ 22' David, 77' Yildiz, 86' Kostic
 
JUVENTUS (4-2-3-1): Di Gregorio, Kalulu, Bremer, Kelly, Cambiaso (15' st Kostic), Thuram, Locatelli (42' st Koopmeiners), Conceicao (15' st Cabal), McKennie, Yildiz (42' st Gatti), David (31' st Miretti). 
All. Spalletti

NAPOLI (3-4-2-1): Meret, Di Lorenzo, Buongiorno, Juan Jesus, Gutierrez (29' st Beukema), Lobotka, McTominay, Spinazzola, Vergara (33' st Lukaku), Elmas (25' st Giovane), Hojlund. 
All. Conte.    

Ammoniti: Juan Jesus, Yildiz, Vergara per gioco falloso.

È stata una serata che profuma di rinascita totale per la Juventus, una di quelle prestazioni che autorizzano i tifosi a sognare in grande, pur con la necessaria cautela che il calcio impone. 
Allo Stadium si è vista una sola squadra padrona del campo: i bianconeri hanno letteralmente dominato il Napoli, annullando l'avversario sotto ogni profilo, atletico e tattico. 
La mano del tecnico si vede eccome. 
La Juventus appare una squadra rigenerata: corsa, grinta e un'intensità che non si vedeva da tempo. Nonostante al Napoli mancasse qualche pedina fondamentale, la superiorità della Juve è stata schiacciante per quasi tutti i novanta minuti. 
La Juve parte fortissimo. 
Dopo una traversa colpita da un Thuram straripante, il forcing viene premiato al 22' dal gol di David. Propiziato anche da un pregevole assist di tacco di Locatelli.
Il raddoppio sembra cosa fatta poco dopo, ma un salvataggio miracoloso di Buongiorno sulla linea nega la gioia del gol a Conceicao. 

In avvio di ripresa il Napoli di Conte ha provato a reagire, approfittando di un fisiologico calo di ritmo dei padroni di casa. 
È stato però solo un momento per rifiatare: una volta riprese le misure, la Juve ha chiuso i giochi. 
Al 77' Kenan Yildiz firma il raddoppio che spegne le speranze partenopee, e all'86' ci pensa Kostic a calare il tris definitivo, sigillando un 3-0 che non ammette repliche. 
Se questa sia la definitiva "svolta senza limiti" lo dirà solo il tempo, ma la vittoria di ieri sera racconta di una squadra che ha ritrovato anima e gioco.

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Hellas Verona-Udinese 1-3 
⚽ 23'pt Atta, 26'pt Orban, 13'st Zanoli, 21'st Davis 

HELLAS VERONA (3-5-2): Perilli; Slotsager, Nelsson, Ebosse; Lirola (22'st Niasse), Serdar (22'st Harroui), Gagliardini, Bernede (37'st Kastanos), Bradaric (37'st Oyegoke); Orban, Sarr (25'st Isaac). 
All. Zanetti.

UDINESE (4-4-1-1): Okoye; Bertola, Kristensen, Solet, Zemura (44'st Goglichidze); Zanoli (32'st Ehizibue), Miller (32'st Zarraga), Karlstrom, Ekkelenkamp (37'st Lovric); Atta; Davis (37'st Gueye). 
All. Runjaić.

Ammoniti: Lirola, Gagliardini.

Al Bentegodi va in scena una sfida vivace che vede l'Udinese imporsi con autorità sul Verona. 
La gara si sblocca al 23': l'Udinese passa in vantaggio grazie a una conclusione di Atta, resa decisiva da una sfortunata deviazione di Slotsager. 
La reazione del Verona non si fa attendere e arriva appena tre minuti dopo: Orban, servito perfettamente da Sarr, firma l'immediato 1-1 che rimette tutto in equilibrio prima dell'intervallo. 

Nella ripresa, però, sono gli ospiti a prendere in mano il destino della partita:
​Al 58', Zanoli riporta avanti i bianconeri con la rete del 2-1. 
Al 67', l'Udinese chiude definitivamente i conti: Davis realizza il gol del 3-1, blindando il risultato e portando a casa i tre punti. 
È un'Udinese cinica e concreta che espugna il campo dei gialloblù.

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De Winter 62', Pellegrini 74'

ROMA (3-4-2-1): 99 Svilar; 23 Mancini, 5 N’Dicka, 87 Ghilardi; 19 Celik, 17 Koné (57′ Pisilli) 4 Cristante, 43 Wesley; 18 Soulé (85′ Venturino), 21 Dybala (67′ Pellegrini); 14 Malen (67′ Vaz). 
All. Gasperini.

MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, De Winter; Saelemaekers (45′ Athekame), Ricci, Modric, Rabiot, Bartesaghi; Nkunku (67′ Pulisic), Leao (67′ Fullkrug). 
All. Allegri.

Ammoniziti: 50′ Rabiot, 54′ Athekame, 68′ Modric, 73′ Maignan.

All'Olimpico va in scena un match ad alta tensione tra Roma e Milan, dove i portieri e gli episodi hanno fatto la differenza. 
La Roma scende in campo con un piglio aggressivo, prendendo subito in mano il pallino del gioco. 
Il protagonista assoluto della prima frazione è Malen, che ci prova a più riprese con conclusioni ripetute, trovando però sulla sua strada un Maignan in serata di grazia, capace di neutralizzare ogni tentativo. Anche Celik ha avuto sui piedi la palla del vantaggio da posizione ravvicinata, senza però riuscire a sbloccare il match. 

Nella ripresa, nonostante la pressione giallorossa, è il Milan a passare a sorpresa: 
Al 62', sugli sviluppi di un calcio piazzato, De Winter svetta più in alto di tutti e firma l'1-0. 
Il colpo subito non abbatte gli uomini di casa. 
Poco dopo, un episodio nell'area rossonera regala un calcio di rigore alla Roma: dal dischetto si presenta Pellegrini, che non sbaglia e riporta il punteggio in parità. 
Una gara intensa dove la Roma ha raccolto forse meno di quanto costruito, sbattendo contro la difesa milanista nei momenti chiave.

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⚽ 15’ rig. Scamacca, 24’ de Roon, 73’ Raspadori, 90+2’ Krstovic

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti (1' st Hien), Ahanor; Zappacosta, De Roon (34' st Lookman), Ederson, Zalewski (16' st Bernasconi); De Ketelaere (28' st Pasalic), Raspadori; Scamacca (16' st Krstovic). 
All.: Palladino.    

PARMA (3-5-2): Corvi; Circati (1' st Valeri), Troilo, Valenti; Britschgi, Keita (40' st Ordonez), Estevez (1' st Oristanio), Sorensen (19' st Ondrejka), Delprato; Bernabé, Benedyczak (1' st Pellegrino). 
All.: Cuesta.

Ammonito: Scamacca per gioco falloso.  

A Bergamo si è assistito a un vero e proprio monologo dell'Atalanta, che ha travolto il Parma con una prestazione dominante dal primo all'ultimo minuto. 
La squadra di Palladino mette subito le cose in chiaro, chiudendo la pratica già nella prima frazione di gioco: 
Al 15', Scamacca sblocca il match trasformando con freddezza un calcio di rigore. 
Appena nove minuti dopo, la Dea concede il bis. Questa volta è De Roon a gonfiare la rete, capitalizzando al meglio un assist di De Ketelaere. 

Nella ripresa l'Atalanta non abbassa i ritmi e dilaga, rendendo il passivo ancora più pesante per i ducali: 
Al 73', Raspadori firma il 3-0 su suggerimento di Krstovic. 
Proprio Krstovic, dopo aver vestito i panni dell'uomo assist, si mette in proprio nel recupero, segnando il gol del definitivo 4-0. 
Una prova di forza impressionante che conferma l'ottimo stato di forma degli uomini di Palladino.

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⚽ 35’ Ferguson, 47’ Otoa, 62’ Malinovskyi, 78’ Ekuban, 90+1’ Messias

GENOA (3-4-1-2): Bijlow, Marcandalli, Otoa, Vasquez (28' st Cornet), Norton-Cuffy (50' st Zatterstrom), Ellertsson , Frendrup, Martin (10' st Messias), Vitinha (28' st Ekuban) , Colombo, Ekhator (10' st Malinovskyi). 
All.: De Rossi.    

BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski, Zortea, Casale, Heggem, Lykogiannis, Freuler, Ferguson, Rowe (28' Vitik), Odgaard (328' st Dallinga), Dominguez (16' st Ravaglia), Immobile (28' st Sohm). 
All. Italiano

Ammoniti: Immobile, Malinovskyi, Marcandalli per gioco falloso, Ravaglia per comportamento non regolamentare.
Espulso: 12' st Skorupski.

Incredibile serata a Marassi, dove succede tutto e il contrario di tutto. 
Il Bologna domina per un'ora, ma un singolo episodio ribalta completamente l'inerzia del match, regalando al Genoa una rimonta da urlo. 
I rossoblù di Bologna iniziano con il piglio giusto e padroneggiano il campo. 
Il vantaggio arriva al 34', quando Ferguson trova il guizzo vincente per l'1-0, risultato con cui le squadre vanno al riposo. 

L'avvio di secondo tempo sembra mettere in ghiaccio la partita. 
Al 47', una sfortunata deviazione di Otoa causa l'autogol che vale lo 0-2 per il Bologna. 
Al 56' la gara subisce una scossa improvvisa. Skorupski esce fuori area per fermare Vitinha ma commette fallo: cartellino rosso ed espulsione. 
Il Bologna resta in dieci. 
Con l'uomo in più e il pubblico di Marassi a spingere, il Genoa trasforma la partita: 
Il nuovo entrato Ravaglia commette un'incertezza fatale di cui approfitta subito Malinovskyi, che accorcia le distanze. 
Il forcing dei padroni di casa viene premiato al 78' dalla rete di Ekuban
In pieno recupero, il sorpasso diventa realtà. Messias trova la zampata del 3-2 finale, completando una rimonta incredibile che fa esplodere lo stadio. 
Una vera beffa per il Bologna, che si è visto sfuggire di mano una partita che sembrava già vinta.

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⚽ 3’ Fadera

SASSUOLO (4-3-3): Muric, Walukiewicz, Idzes, Muharemovic, Doig, Lipani (13' st Thorstvedt), Matic, Konè (38' st Iannoni), Fadera (13' st Berardi), Moro (26' st Pinamonti), Laurientè (26' st Pierini). 
All.: Grosso.    

CREMONESE (3-5-2): Audero, Terracciano (35' st Faye), Baschirotto, Bianchetti (35' st Folino), Barbieri (1' st Johnsen), Collocolo (22' pt Zerbin), Grassi (21' st Floriani), Vandeputte, Pezzella, Bonazzoli, Vardy. 
All.: Nicola.   

Ammoniti: Barbieri per gioco scorretto e Laurientè per comportamento non regolamentare.

Il Sassuolo conquista tre punti preziosi al Mapei Stadium, piegando la Cremonese in una partita decisa quasi subito da un lampo in avvio. 
​Il match si sblocca dopo appena 180 secondi. 
Il Sassuolo parte con il piede sull'acceleratore e approfitta di un'incertezza di Aureo: il portiere non riesce a trattenere una conclusione di Laurienté e Fadera, il più lesto di tutti, si avventa sulla sfera firmando l'1-0. 
Dopo il vantaggio, i padroni di casa cercano con insistenza il colpo del raddoppio per chiudere i conti. Nella seconda metà del primo tempo, però, la Cremonese alza il baricentro e prova a impensierire la difesa emiliana, pur senza riuscire a pungere davvero. 

Il secondo tempo scivola via senza regalare grandi sussulti. 
La Cremonese ha provato a gettarsi in avanti a caccia del pareggio, ma il Sassuolo ha fatto buona guardia, concedendo pochissimo e portando il risultato fino al triplice fischio finale.
Vittoria di misura ma fondamentale per il Sassuolo, che ha saputo proteggere il vantaggio iniziale.

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Inter-Pisa 6-2
⚽ nel pt 11' e 23' Moreo, 39' Zielinski (rig.), 41' Lautaro, 47' Esposito; nel st 37' Dimarco, 41' Bonny, 48' Mkhitaryan

INTER (3-5-2): Sommer, Bisseck, De Vrij, Bastoni, Luis Henrique (34' pt Dimarco), Sucic (15' st Barella), Zielinski, Mkhitaryan, Carlos Augusto (35' st Akanji), Lautaro (35' st Bonny), Esposito (15' st Thuram). 
All.: Chivu

PISA (3-4-2-1): Scuffet, Calabresi, Canestrelli, Coppola, Touré, Marin (1' st Akinsanmiro), Aebischer (25' st Lorran), Angori (25' st Leris); Tramoni (1' st Piccinini), Moreo, Meister (40' pt Durosinmi). 
All.: Gilardino

Ammoniti: Barella, Marin, Lautaro e Calabresi per gioco falloso, Akinsanmiro e Gilardino per comportamento non regolamentare.

Incredibile festival del gol a San Siro, dove l'Inter di Chivu trasforma una serata nata sotto i peggiori auspici in una vera e propria esibizione di forza contro il Pisa. 
L'avvio è tutto di marca toscana. 
Nonostante un buon approccio iniziale dell'Inter, è il Pisa a sbloccare il match all'11' grazie a Moreo, lesto a sfruttare un errore di Sommer. 
I nerazzurri barcollano e al 23' subiscono il raddoppio: ancora Moreo, che svetta di testa su azione da corner firmando una clamorosa doppietta. 
Sotto 0-2, l'Inter reagisce con una ferocia agonistica impressionante, ribaltando tutto in soli otto minuti prima dell'intervallo: 
Al 37' un fallo di mano di Tramoni regala un rigore ai padroni di casa; dal dischetto il polacco è glaciale. 
Appena due minuti dopo, un cross perfetto di Dimarco pesca la testa di Lautaro Martinez per il 2-2. 
In pieno extra-time del primo tempo, Pio Esposito svetta su un altro traversone dalla sinistra e batte Scuffet, completando la rimonta. 

Nella ripresa l'Inter controlla e, dopo un palo colpito da Dimarco (con deviazione di Calabresi), dilaga nel finale.
All'82': Dimarco corona la sua ottima prestazione segnando il 4-2 su assist di Thuram. 
All'86': C'è gloria anche per Bonny, che firma il pokerissimo con una splendida azione individuale. 
Nel recupero: Mkhitaryan mette il sigillo definitivo realizzando la rete del 6-2. 
​Una prova di carattere enorme per i ragazzi di Chivu, capaci di non disunirsi dopo il doppio svantaggio.

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Lecce-Lazio 0-0

LECCE (4-2-3-1): Falcone; Veiga, Siebert, Tiago Gabriel, Gallo; Ramadani, Coulibaly; Pierotti (44' st Morente), Gandelman, Banda (19' st Sottil); Stulic (19' st Cheddira). 
All.: Di Francesco.

LAZIO (4-3-3): Provedel; Lazzari (28' st Pellegrini), Gila (20' st Provstgaard), Romagnoli, Marusic; Taylor, Basic, Vecino (20' st Dele-Bashiru); Cancellieri (36' st Isaksen), Dia (20' st Ratkov), Zaccagni. 
All.: Sarri.

Ammoniti: Veiga, Provstgaard, Tiago Gabriel per gioco falloso.

Lazio e Lecce si dividono la posta in palio in un match che ha regalato poche scintille e tanto equilibrio. 
Una sfida bloccata, dove le difese hanno avuto la meglio sugli attacchi. 
La prima frazione scivola via senza troppi sussulti, con le due squadre impegnate più a studiarsi che ad affondare il colpo. 
L'unico vero brivido arriva al 39' per merito dei salentini: Ramadani scarica un bolide dalla distanza che scavalca Provedel ma si stampa sulla traversa. Sarebbe stato un gol da antologia. 

​In avvio di ripresa la Lazio prova a cambiare marcia e costruisce la sua occasione più nitida con Dia. L'attaccante biancoceleste si trova a tu per tu con il gol, ma sbatte contro un reattivo Falcone, bravo a blindare la porta del Lecce. 
Dopo lo spavento iniziale, la gara si spegne progressivamente. 
Nonostante i tentativi dei due allenatori di rimescolare le carte, la partita non decolla e scivola verso lo 0-0 finale senza ulteriori colpi di scena o emozioni degne di nota. 
Un punto che muove la classifica di entrambe, ma che lascia un po' di amaro in bocca per lo scarso spettacolo.

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⚽ pt 31' Kiliçsoy; st 2' Palestra, 29' Brescianini

FIORENTINA (4-1-4-1): De Gea; Dodo, Pongracic, Comuzzo, Gosens (14' st Harrison); Fagioli; Solomon, Mandragora (1' st Fabbian), Ndour (14' st Brescianini), Gudmundsson; Piccoli. 
All. Vanoli

CAGLIARI (4-5-1): Caprile; Ze Pedro, Mina, Luperto, Obert (35' st Idrissi); Palestra (35' st Zappa), Adopo, Gaetano, Mazzitelli (35' st Prati), Esposito (19' st Sulemana); Kiliçsoy (26' st Borrelli). 
All. Pisacane

Ammoniti: Pongracic, Ze Pedro, Comuzzo per gioco falloso, Mina per comportamento non regolamentare.

Al Franchi l'atmosfera è carica di emozione per l’ultimo saluto a Rocco Commisso, ma in campo il Cagliari non si lascia intimorire e strappa tre punti d’oro contro una Fiorentina generosa ma poco precisa. 
Dopo il toccante tributo iniziale, la sfida si rivela subito vibrante. 
Al 31' sono gli ospiti a colpire: una ripartenza da manuale dei sardi permette a Kiliçsoy di insaccare il gol dello 0-1, finalizzando al meglio l'invito di Palestra. 
​Il secondo tempo si apre nel peggiore dei modi per i padroni di casa: 
Ndour commette un errore fatale perdendo palla a centrocampo; Sebastiano Esposito ne approfitta subito servendo Palestra, che si inserisce con i tempi giusti e trafigge De Gea per il raddoppio. 
I viola non mollano e al 73' rientrano in partita. 
Dodo pennella un cross perfetto per l'inserimento di Brescianini, che accorcia le distanze e infiamma il finale. 
Nonostante un recupero lunghissimo e la pressione costante della squadra di casa, il muro del Cagliari regge l'urto. 
Il risultato resta inchiodato sull'1-2 fino al triplice fischio. 
Una vittoria pesante per gli ospiti, mentre la Fiorentina mastica amaro per le disattenzioni difensive che sono costate carissime.

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Como-Torino 6-0
⚽  nel pt 8' Douvikas, 16' Baturina; nel st 14' Da Cunha (rigore), 21' Douvikas, 25' Kuhn, 31' Caqueret

COMO (4-2-3-1): Butez, Vojvoda, Kempf, Ramon, Valle; Perrone (12' st Sergi Roberto), Da Cunha, Rodriguez (12' st Kuhn), Paz (28' st Smolcic), Baturina (12' st Caqueret), Douvikas (28' st Moreno). 
All.: Fabregas

TORINO (3-4-1-2): Paleari, Tameze (22' st Obrador), Ismajli (21' pt Maripan), Coco, Pedersen, Ilkhan (22' st Anjorin), Casadei, Lazaro; Vlasic, Ngonge (22' st Zapata), Adams. 
All.: Baroni

Ammoniti: Pedersen per gioco falloso.

Il Como travolge il Torino con una prestazione senza storia, trasformando la sfida del Sinigaglia in una vera e propria esibizione di forza. 
I lariani dominano dal primo all'ultimo minuto, non lasciando nemmeno le briciole ai granata. 
Il Como mette in chiaro le proprie intenzioni fin dai primi battiti di gioco: 
All'8' la gara è già sbloccata. Da Cunha pennella un assist perfetto per Douvikas, che non sbaglia davanti a Paleari e firma l'1-0. 
Al 16' arriva il bis. Baturina, servito da Valle, si mette in proprio: azione personale travolgente e destro chirurgico nell'angolino basso. 

Nel secondo tempo la musica non cambia, anzi, il Como alza ulteriormente il ritmo: 
Al 58' un tocco di braccio di Maripan in scivolata viene sanzionato con il penalty dopo la revisione al monitor. Dal dischetto si presenta Da Cunha, che rimane freddissimo e sigla il 3-0. 
Con il Toro ormai alle corde, i padroni di casa dilagano. 
Ancora Douvikas trova la via del gol per la sua doppietta personale, seguito a ruota dalle reti di Kuhn e Caqueret, che fissano il punteggio su un pesantissimo e tennistico 6-0. 
Una vittoria schiacciante che proietta il Como verso una nuova dimensione di classifica, mentre per il Torino è una serata da incubo.

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Classifica 

Posizione

Squadra

Punti

1

Inter

52

2

Milan

47

3

Roma

43

4

Napoli

43

5

Juventus

42

6

Como

40

7

Atalanta

35

8

Bologna

30

9

Udinese

29

10

Lazio

29

11

Sassuolo

26

12

Cagliari

25

13

Genoa

23

14

Cremonese

23

15

Parma

23

16

Torino

23

17

Lecce

18

18

Fiorentina

17

19

Verona

14

20

Pisa

14


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Marcatori 


12 reti

  • ​Lautaro Martínez (Internazionale);

​8 reti

  • ​Christian Pulisic (Milan);
  • ​Anastasios Douvikas (Como);
  • ​Kenan Yildiz (Juventus);
  • ​Nico Paz (Como);

​7 reti

  • ​Hakan Çalhanoglu (Internazionale);
  • ​Rafael Leão (Milan);
  • ​Keinan Davis (Udinese);
  • ​Riccardo Orsolini (Bologna);
  • ​Gift Orban (Hellas Verona);

​6 reti

  • ​Rolando Mandragora (Fiorentina);
  • ​Gianluca Scamacca (Atalanta);
  • ​Marcus Thuram (Internazionale);
  • ​Nikola Krstovic (Atalanta);
  • ​Rasmus Højlund (Napoli);
  • ​Matías Soulé (Roma);
  • ​Marco Pellegrino (Parma);
  • ​Santiago Castro (Bologna);

​5 reti

  • ​Jamie Vardy (Cremonese);
  • ​Federico Dimarco (Internazionale);
  • ​Federico Bonazzoli (Cremonese);
  • ​Giovanni Simeone (Torino);
  • ​Nikola Vlasic (Torino);
  • ​Stefano Moreo (Pisa);
  • ​Scott McTominay (Napoli);
  • ​Moise Kean (Fiorentina);
  • ​Nicolò Zaniolo (Udinese);
  • ​Lorenzo Colombo (Genoa);
  • ​Ange-Yoan Bonny (Internazionale);

​4 reti

  • ​Domenico Berardi (Sassuolo);
  • ​Frank Anguissa (Napoli);
  • ​Christopher Nkunku (Milan);
  • ​Albert Gudmundsson (Fiorentina);
  • ​Andrea Pinamonti (Sassuolo);
  • ​Jens Odgaard (Bologna);
  • ​Jonathan David (Juventus);
  • ​Leo Østigård (Genoa);
  • ​Martin Baturina (Como);
  • ​Kevin De Bruyne (Napoli);

​3 reti

  • ​Filip Kostic (Juventus);
  • ​Marc-Oliver Kempf (Como);
  • ​Adrien Rabiot (Milan);
  • ​Piotr Zielinski (Internazionale);
  • ​Mattia Zaccagni (Lazio);
  • ​Ruslan Malinovskyi (Genoa);
  • ​Lorenzo Pellegrini (Roma);
  • ​Ché Adams (Torino);
  • ​Artem Dovbyk (Roma);
  • ​M'Bala Nzola (Pisa);
  • ​Dusan Vlahovic (Juventus);
  • ​David Neres (Napoli);
  • ​Armand Laurienté (Sassuolo);
  • ​Sebastiano Esposito (Cagliari);
  • ​Charles De Ketelaere (Atalanta);
  • ​Matteo Cancellieri (Lazio);
  • ​Gennaro Borrelli (Cagliari);
  • ​Nicolò Cambiaghi (Bologna);
  • ​Lewis Ferguson (Roma);
  • ​Manu Koné (Sassuolo);
  • ​Semih Kiliçsoy (Cagliari);
  • ​Francesco Pio Esposito (Internazionale);
  • Wesley (Roma);
  • ​Ali Addai (Como);
  • Giovane (Hellas Verona);

2 reti
Belotti (Cagliari);
Dybala (Roma);
Cataldi (Lazio);
Ekuban (Genoa);
Pasalic (Atalanta);
Gosens (Fiorentina);
Thorsby (Genoa);
Coulibaly (Lecce);
Serdar (Hellas Verona);
Lookman (Atalanta);
Ekkelenkamp (Udinese);
Piccoli (Fiorentina);
McKennie (Juventus);
Guendouzi (Lazio);
Castellanos (Lazio);
Tramoni (Pisa);
Saelemaekers (Milan);
Gaetano (Cagliari);
Banda (Lecce);
Thorstvedt (Sassuolo);
Isaksen (Lazio);
Bernabé (Parma);
Brescianini (Atalanta);
Pobega (Bologna);
da Cunha (Como);
Conceição (Juventus);
Koné (Roma);
Felici (Cagliari);
N’Dri (Lecce);
Perrone (Como);
Cabal (Juventus);
Pavlovic (Milan);
Sulemana (Atalanta);
Casadei (Torino);
Terracciano (Cremonese);
Fadera (Sassuolo);
Stulic (Lecce);
Fabbian (Bologna);
Scalvini (Atalanta);
Muharemovic (Sassuolo);
Vítinha (Genoa);
Belghali (Hellas Verona);
Noslin (Lazio);
Baschirotto (Cremonese);
Berisha (Lecce);
Meister (Pisa);
Bartesaghi (Milan);
Ramón (Como);
Ekhator (Genoa);
Atta (Udinese);
Spinazzola (Napoli);
Kabasele (Udinese);

1 rete
Moreno (Como);
Vázquez (Cremonese);
Lobotka (Napoli);
Zapata (Torino);
Cristante (Roma);
Loftus-Cheek (Milan);
Bernardeschi (Bologna);
Maripán (Torino);
Karlström (Udinese);
Mazzitelli (Cagliari);
Mina (Cagliari);
Rrahmani (Napoli);
Sanabria (Cremonese);
Luperto (Cagliari);
Barella (Internazionale);
Çelik (Roma);
Buksa (Udinese);
Posch (Como);
Dumfries (Internazionale);
Kossounou (Atalanta);
Cutrone (Parma);
Vojvoda (Como);
Basic (Lazio);
Hermoso (Roma);
Bastoni (Internazionale);
Ranieri (Fiorentina);
Lucumí (Bologna);
Moro (Bologna);
Piotrowski (Udinese);
Caqueret (Como);
Touré (Pisa);
Bernede (Hellas Verona);
Augusto (Internazionale);
Martín (Genoa);
Openda (Juventus);
Sottil (Lecce);
Kelly (Juventus);
De Luca (Cremonese);
Thuram (Juventus);
Gilmour (Napoli);
Johnsen (Cremonese);
Folorunsho (Cagliari);
Kühn (Como);
De Winter (Milan);
Frese (Hellas Verona);
Modric (Milan);
Lang (Napoli);
Léris (Pisa);
Bremer (Juventus);
Messias (Genoa);
Solet (Udinese);
Beukema (Napoli);
Miranda (Bologna);
Payero (Cremonese);
Bisseck (Internazionale);
Dallinga (Bologna);
Ferguson (Bologna);
Zanoli (Udinese);
Frendrup (Genoa);
Benedyczak (Parma);
Raspadori (Napoli);
Delprato (Parma);
Adopo (Cagliari);
Ricci (Milan);
Coco (Torino);
Fofana (Milan);
Ngonge (Torino);
Kalulu (Juventus);
Zalewski (Atalanta);
Dia (Lazio);
Lucca (Napoli);
Samardzic (Atalanta);
Holm (Bologna);
Ellertsson (Genoa);
Cheddira (Sassuolo);
Miretti (Juventus);
Sørensen (Parma);
Pedro (Lazio);
Norton-Cuffy (Genoa);
Circati (Parma);
Iannoni (Sassuolo);
Kristensen (Udinese);
Cambiaso (Juventus);
Baldanzi (Roma);
Hien (Atalanta);
Ndour (Fiorentina);
Gatti (Juventus);
Bravo (Udinese);
Volpato (Sassuolo);
Mkhitaryan (Internazionale);
Sucic (Internazionale);
Adzic (Juventus);
Prati (Cagliari);
Lorran (Pisa);
Palestra (Cagliari);
Athekame (Milan);
Matic (Sassuolo);
Comuzzo (Fiorentina);
Njie (Torino);
Camarda (Lecce);
Gabriel (Lecce);
Folino (Cremonese);
Idrissi (Cagliari);
Cuadrado (Pisa);
de Roon (Atalanta);
Di Lorenzo (Napoli);

Autogol
Muharemovic (Sassuolo - 2 autogol);
Freuler (Bologna - 1 autogol);
Otoa (Genoa - 1 autogol);
Núñez (Hellas Verona - 1 autogol);
Nelsson (Hellas Verona - 1 autogol);
Sabelli (Genoa - 1 autogol);
Gabriel (Lecce - 1 autogol);
Hien (Atalanta - 1 autogol);
Solet (Udinese - 1 autogol);
Frese (Hellas Verona - 1 autogol);
Terracciano (Cremonese - 1 autogol);

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© Copyright 2013 Mancio Mario Ruggiero

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