28 Gennaio 2026 - L’eredità di Piero Delfino Pesce torna a Palazzo: a Mola la seconda edizione de “Le due Rose”
Tra memoria storica e identità linguistica, rivive il capolavoro del 1933 che denunciò il dramma dell’emigrazione e la crisi degli affetti nel Mezzogiorno.
di Mancio
A poco più di novant’anni dalla sua stesura, l’opera di uno dei figli più illustri delle nostre latitudini torna a far parlare di sé.
Mercoledì 28 gennaio 2026, alle ore 19:00, la storica cornice di Palazzo Pesce (via N. van Westerhout, 24) ospiterà la presentazione della seconda edizione de Le due Rose (I dò Róse), commedia in tre atti di Piero Delfino Pesce, pubblicata dalla casa editrice Gelsorosso.
Un ponte tra passato e presente
L’evento, patrocinato dal Comune di Mola di Bari in collaborazione con realtà culturali di spicco come Arte&Musica, Culture Club Café, Palazzo Pesce e TeatrAMICO, celebra un testo che è molto più di una semplice pièce teatrale.
Scritta originariamente nel 1933, la commedia dovette attendere il 1974 per il debutto ufficiale al Teatro “N. Van Westerhout”, quando fu messa in scena dalla Compagnia Filodrammatica Molese sotto la regia di Lucio Delfino Pesce, figlio dell’autore, in occasione del centenario della nascita di Piero.
La trama: il dramma dell’emigrazione
Al centro della vicenda c’è Pietro, un emigrante che fa ritorno a Mola carico di sogni e fortuna, ma che si scontra con una realtà familiare frantumata.
La prefazione di F. S. Minervini delinea un quadro psicologico complesso:
- Rosodda, la moglie, consumata dal tradimento e dal senso di colpa;
- Andrea, l’amante risoluto;
- Rosina, la giovane calcolatrice che ambisce al patrimonio di Pietro;
- Giacomo, un altro "molese d’America" che diventa l'alternativa per le ambizioni di Rosina.
La commedia culmina nella simbolica scena della stazione, un non-luogo dove si intrecciano le sofferenze di chi parte e le disillusioni di chi resta, sospesi tra un passato irrecuperabile e un futuro incerto.
L’autore: Piero Delfino Pesce (1874-1939)
Personaggio poliedrico — avvocato, giornalista, politico e drammaturgo — Piero Delfino Pesce fu un intellettuale di stampo meridionalista.
Fondatore della rivista Humanitas, utilizzò il teatro come strumento di denuncia sociale.
Ne Le due Rose, l'autore non si limita a raccontare un dramma sentimentale, ma punta il dito contro le piaghe economiche e politiche dell'epoca che costringevano alla diaspora migratoria, individuando nella rottura dei legami familiari la cicatrice più profonda inferta alla società meridionale.
L'appuntamento
La scelta di Palazzo Pesce per la presentazione non è casuale: è proprio tra quelle mura che l'autore visse e concepì l'opera.
L’incontro rappresenta un’occasione unica per riscoprire l’identità molese e riflettere su temi — come l'abbandono e la ricerca di una condizione migliore — che appaiono ancora oggi di una modernità disarmante.
L'ingresso è libero.


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