L’Europa in ginocchio e la lezione californiana: se il coraggio parla americano.
Mentre l'astensionismo svuota le nostre urne, da Davos Gavin Newsom scuote i leader mondiali: "Basta diplomazia con Trump, serve spina dorsale contro i gangster della politica".
di Mancio
È un’analisi cruda quella che emerge dal confronto tra le dinamiche elettorali europee e il terremoto politico statunitense.
Spesso guardiamo agli Stati Uniti con un senso di superiorità quasi liberatorio: vedere un personaggio come Donald Trump conquistare la Casa Bianca ci fa sentire improvvisamente meno in colpa per i nostri disastri politici e per quella cronica incapacità, tutta italiana, di scegliere persino il "meno peggio" a causa di un astensionismo che svuota le urne e il significato stesso della democrazia.
Tuttavia, c'è una differenza fondamentale: mentre noi subiamo di riflesso le onde d'urto delle sue decisioni, c'è un'America "normodotata" che quel peso lo porta sulle spalle ogni giorno.
È un'America che deve resistere fisicamente e politicamente a una visione del potere che molti definiscono più simile a quella di un gangster che a quella di un capo di Stato, un sistema che non ammette repliche e che trasforma gli alleati in "zerbini".
La lezione di Newsom: "Meno diplomazia, più spina dorsale"
In questo scenario, la lezione di dignità arriva paradossalmente proprio da oltreoceano.
Gavin Newsom, governatore della California e figura centrale della resistenza democratica, ha usato il palcoscenico del World Economic Forum di Davos per lanciare un monito che suona come uno schiaffo ai leader europei e ai "patrioti" di casa nostra, spesso troppo impegnati a fare da cheerleader al tycoon.
Newsom non ha usato mezzi termini:
- Contro la complicità: Ha definito "follia" l'eccesso di diplomazia verso chi calpesta i principi democratici. È il momento di smettere di essere complici e di mostrare, finalmente, un po' di spina dorsale.
- La tattica del bullo: Secondo il Governatore, Trump è un predatore che si nutre delle debolezze altrui, ma che indietreggia quando viene affrontato a viso aperto ("preso a pugni in faccia", metaforicamente parlando).
- L'affondo sulle "ginocchiere": Con un'immagine brutale, Newsom ha dichiarato che avrebbe dovuto portare a Davos delle ginocchiere per i leader mondiali, denunciando l'imbarazzante spettacolo di chi si piega pur di compiacere il potere trumpiano, tra premi Nobel regalati e onorificenze patetiche.
Il contesto: La California come "Stato Nazione" della resistenza
- Battaglie legali: La California ha intentato decine di cause contro l'amministrazione Trump su temi come ambiente, immigrazione e diritti civili.
- L'alternativa energetica: Mentre la Casa Bianca spingeva sui combustibili fossili, Newsom ha blindato la transizione ecologica californiana, costringendo di fatto le case automobilistiche globali ad adeguarsi ai suoi standard più severi.
- Il futuro del Partito Democratico: Newsom è visto da molti come il naturale erede o la punta di diamante per la sfida alla presidenza, proprio per la sua capacità di comunicare in modo aggressivo e diretto, "combattendo il fuoco con il fuoco".
Riflessioni per l'Europa
Il messaggio che arriva da Davos è chiaro: l'Europa, e l'Italia in particolare, non possono permettersi il lusso della neutralità o, peggio, della sottomissione.
L'idea di un leader che propone di "comprarsi la Groenlandia" o che tratta le alleanze internazionali come transazioni commerciali non va assecondata con i convenevoli, ma contrastata con una voce unitaria e ferma.
Mentre in Italia ci si divide tra chi lo insegue e chi si arrende all'apatia elettorale, Newsom ci ricorda che la politica è, prima di tutto, avere dei principi e il coraggio di difenderli restando in piedi.

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