Gaza non è in vendita, ma acquisita: il rendering del cinismo tra macerie e resort di lusso.
Dalle immagini AI pubblicate da Trump ai piani concreti presentati a Davos: mentre si continua a morire sotto le bombe, il "Board di Trump" progetta una Dubai palestinese sulle ceneri di un popolo.
di Mancio
C’è stata una fase, non molto tempo fa, in cui le immagini di una Gaza trasformata in paradiso turistico di lusso circolavano sui social come un bizzarro esperimento di intelligenza artificiale.
All’epoca, la reazione di molti fu una risata amara, isterica, figlia dell’incredulità.
Il Rendering del "Board di Trump"
Ciò che molti avevano intuito con rabbia si è materializzato a Davos.
Jared Kushner, genero del Presidente USA e figura chiave degli Accordi di Abramo, ha presentato una visione della "Nuova Gaza" che non lascia spazio all'immaginazione: hotel a sette stelle, piattaforme faraoniche sul Mediterraneo e un'estetica che ricalca il modello Dubai.
Mentre l’opinione pubblica globale sembra distogliersi, assuefatta da una "pace farsa" che di pacifico non ha nulla, i rendering di Kushner svelano la vera natura dell'operazione: una gentrificazione post-bellica costruita sul vuoto lasciato da un popolo decimato.
Per il "Board di Trump", il valore di Gaza non risiede nella sua autodeterminazione, ma nel potenziale immobiliare del suo lungomare.
Il sangue dietro il cemento
I tre giornalisti sono stati colpiti mentre viaggiavano su una jeep di un’organizzazione umanitaria, intenti a documentare l'orrore dei campi per sfollati.
I loro nomi, come quelli di migliaia di altri, rischiano di scivolare nell'oblio, oscurati dalla narrazione di una pacificazione che non è mai avvenuta.
La loro colpa è stata quella di voler mostrare la realtà, rompendo l'inganno di chi vorrebbe Gaza come una tabula rasa pronta per il miglior offerente.
Conclusioni: Soldi e Sangue
Gaza non è in vendita, gridano i sopravvissuti, ma la sensazione è che il destino di questa terra sia stato già scritto su una planimetria speculativa.


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