Molesiadi: Rifondazione Comunista accende un faro sui conti di Mola di Bari
Analisi critica sulla gestione della liquidità comunale: tra anticipazioni bancarie e fondi vincolati, la politica torna a occuparsi della "cosa pubblica".
di Mancio
Nasce "Molesiadi", il nuovo spazio di approfondimento periodico curato dal circolo di Rifondazione Comunista di Mola di Bari.
L'obiettivo dichiarato non è alimentare i soliti stereotipi sulla politica, ma recuperarne il significato più nobile: la gestione della "cosa pubblica".
L'iniziativa punta a stimolare la partecipazione attiva dei cittadini su temi che toccano da vicino la vita quotidiana e il portafoglio della comunità.
Il debutto di questa rubrica non è dei più teneri: nel mirino ci sono tre delibere di Giunta approvate a metà gennaio 2026, che hanno sollevato forti perplessità sulla reale salute delle casse comunali.
Il "Tris" delle delibere: Normalità o Emergenza?
Sotto una comunicazione istituzionale apparentemente ordinaria, il Comune ha approvato tre atti cruciali per la gestione della cassa (Delibere di G.C. n. 3, 4 e 5 del 13 gennaio 2026). Nello specifico, si tratta di:
- Somme impignorabili: Circa 7 milioni di euro blindati per garantire stipendi, mutui e servizi essenziali, sottraendoli a possibili azioni dei creditori.
- Anticipazioni di tesoreria: Il ricorso a prestiti bancari per esigenze di liquidità.
- Utilizzo di fondi vincolati: L'uso temporaneo di somme destinate a scopi specifici per coprire, invece, le spese correnti.
I numeri della discordia: 6,3 milioni di euro in bilico
Il punto centrale sollevato da Rifondazione riguarda la cifra di 6,3 milioni di euro che l'Amministrazione dichiara di voler utilizzare tramite anticipazioni bancarie e fondi vincolati. La domanda sorge spontanea: i conti del Comune di Mola tornano davvero? È bene chiarire che non si parla di nuove entrate, ma di "anticipi" che dovranno essere restituiti con l'aggravio degli interessi. Come una famiglia che non arriva a fine mese e deve chiedere un prestito per pagare le bollette, il Comune sembra trovarsi in una situazione di sofferenza di liquidità dove le entrate immediate non coprono le uscite necessarie.
"Quando si usano risorse destinate ad altro per garantire la spesa corrente, il problema viene solo spostato in avanti, non risolto", sottolinea il circolo molese.
Le 8 domande per la trasparenza
Rifondazione Comunista non intende fare allarmismo, ma esige chiarezza. Per questo ha formulato otto quesiti precisi rivolti alla Giunta:
- Qual è stato il saldo di cassa mensile nel 2025?
- Quanto spesso è stato usato il ricorso alla tesoreria negli anni passati?
- Quali sono i debiti commerciali scaduti al 31 dicembre 2025?
- Esiste un piano per reintegrare i fondi vincolati utilizzati?
- Quali azioni strutturali si intendono adottare per ridurre questa dipendenza dai prestiti?
Un contesto tecnico e politico
Per dovere di cronaca, è importante ricordare che il ricorso all'anticipazione di tesoreria (art. 222 del TUEL) è spesso causato dalla lentezza nella riscossione delle entrate proprie (tasse e tributi locali) rispetto alla velocità delle uscite obbligatorie. Tuttavia, un utilizzo costante di questo strumento genera costi finanziari (interessi passivi) che gravano sul bilancio collettivo.
I conti pubblici non sono freddi numeri, ma rappresentano la capacità di un Comune di garantire servizi, diritti e dignità ai lavoratori. Se l'indebitamento diventa strutturale, il rischio è che il futuro della città sia ipotecato per coprire l'ordinaria amministrazione di oggi.
Partecipa anche tu:
Molesiadi invita i cittadini a non restare spettatori.
Il futuro di Mola si costruisce attraverso l'informazione critica e la consapevolezza di come vengono gestiti i soldi di tutti









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