MOLA: RIFONDAZIONE DEMOLISCE IL "PATTO DELLA SALUTE" E INVOCA IL COMMISSARIO.
Accuse pesanti contro la coalizione e il gruppo "Ora! a Sinistra": «L'antifascismo non è una messa cantata. Coerenza barattata con le poltrone, questa maggioranza deve cadere».
di: Mancio
Se il Sindaco e il gruppo "Ora! a Sinistra" speravano di aver chiuso il caso Predappio con una stretta di mano e una delibera riparatrice, i calcoli non hanno tenuto conto di Rifondazione Comunista.
Con una nota al vetriolo, il partito si scaglia contro la coalizione di governo, definendo il nuovo corso politico come un "punto di non ritorno" etico e civile.
Per Rifondazione non ci sono scuse che tengano: il pentimento del consigliere Calabrese per il saluto romano è bollato come una giustificazione "buona per tutte le stagioni", accettata solo per pura sopravvivenza politica.
L’attacco frontale: «Prebende elettorali contro la coerenza»
Il bersaglio principale, oltre al consigliere del "braccio teso", è proprio il gruppo "Ora! a Sinistra". Rifondazione non usa mezzi termini: il loro dietrofront è visto come il tradimento finale.
"Le prebende elettorali tirano più della coerenza", si legge nella nota, accusando il gruppo di aver smarrito ogni identità di sinistra per difendere i propri spazi di potere all'interno della maggioranza.
Il dibattito del 19 febbraio, anziché essere il momento della pacificazione, è diventato per Rifondazione la prova di una "liturgia del nulla": un antifascismo di carta, ridotto a una dichiarazione letta in aula come fosse una "messa cantata", priva di qualsiasi riscontro pratico.
L’antifascismo come pratica, non come parata
Rifondazione Comunista stila un elenco di ciò che dovrebbe essere la vera pratica antifascista, in netto contrasto con l'agire dell'attuale amministrazione:
- Atti simbolici pesanti: Revocare la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini e conferirla a Silvia Baraldini.
- Metodi di governo: Non usare la città come un palco elettorale, ma coinvolgere i cittadini su temi caldi come le strisce blu o il Solarium.
- Lealtà democratica: Non bloccare le mozioni di sfiducia con "cavilli burocratici" annunciati con arroganza.
- Programmazione politica: Non separare le idee dai programmi solo per giustificare alleanze con chiunque pur di vincere.
La richiesta finale è drastica: dimissioni, Commissario e un momento ricostituente per la comunità.
Lo scontro frontale a Sinistra
Ecco il confronto "punto su punto" tra le due posizioni che stanno spaccando l'area progressista molese:
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Tema |
La posizione di "Ora! a Sinistra" |
La posizione di Rifondazione Comunista |
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Il "Caso Predappio" |
Accetta le scuse: il gesto è "accidentale" e superato dal sostegno ai provvedimenti di centrosinistra. |
Rigetta le scuse: il gesto è una "cazzata" imperdonabile; il pentimento è di facciata. |
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È una svolta storica, un atto formale che chiude ogni porta ai nostalgismi. |
È una "messa cantata", un virtuosismo liturgico privo di sostanza pratica. |
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Tenuta della Coalizione |
Bisogna restare uniti per approvare Bilancio e PNRR, garantendo la stabilità dell'Ente. |
La maggioranza ha fallito eticamente: meglio il Commissario che questo compromesso. |
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L'identità Politica |
Si fonda sul programma elettorale e sul sostegno ai provvedimenti amministrativi. |
Si fonda sulla coerenza tra idee e azioni quotidiane; il programma non può giustificare tutti. |
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Azione Istituzionale |
Punta alla credibilità attraverso atti formali e condivisi (anche con la minoranza). |
Punta alla partecipazione attiva, revocando onorificenze a Mussolini e accettando le sfide democratiche (mozioni). |


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