L’Eterno Ritorno della Forma: Mola di Bari celebra il Genio di Bruno Calvani. “La luce sull’antico” - Inaugurazione 28 Febbraio - Apertura al pubblico: Dall’1 marzo al 30 settembre 2026.
Al Castello Angioino-Aragonese s’inaugura Sabato 28 Febbraio la grande retrospettiva “La luce sull’antico”: un viaggio tra scultura e modernità nel cuore del Novecento italiano.
Bruno Calvani: Un Ponte tra Mola e l'Europa
Gli esordi e la formazione
Nato all’alba del Novecento (1904) in una famiglia legata all'imprenditoria edile, Calvani sembra quasi destinato a lavorare la materia. Il suo apprendistato inizia prestissimo: a soli 14 anni entra nella bottega di Gaetano Stella, ma la sua ambizione lo spinge subito oltre i confini regionali. Prima Roma e poi Milano diventano le sue palestre artistiche, dove ha l'opportunità di confrontarsi con maestri del calibro di Adolfo Wildt, la cui influenza sulla scultura del tempo era monumentale.
Il periodo parigino e il trauma della guerra
Come molti artisti della sua generazione, Calvani subisce il fascino di Parigi. Dalla fine degli anni '20 la capitale francese diventa la sua casa e il palcoscenico della sua ascesa internazionale. Qui non trova solo il successo espositivo, ma anche l'amore, sposando nel 1936 la svizzera Helene Kistler.
Tuttavia, la Storia con la "S" maiuscola interrompe bruscamente questo idillio: con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale viene arrestato e, al suo rilascio, scopre con dolore che il suo studio parigino è stato depredato.
Il ritorno in Italia e il riconoscimento istituzionale
Il dopoguerra segna il suo rientro definitivo in Italia, stabilendosi a Milano. Da qui inizia una fase di grande prestigio:
- Le Grandi Esposizioni: Partecipa alle più importanti rassegne nazionali, dalla Quadriennale di Roma alla Triennale di Milano, fino ad approdare alla Biennale di Venezia del 1952.
- L'omaggio alle radici: Nel 1961 firma il monumento a Niccolò Van Westerhout per la sua Mola, un gesto che suggella il legame indissolubile con la sua terra d'origine.
- L'Accademia: Il culmine della carriera arriva nel 1965 con la nomina ad Accademico di San Luca, uno dei massimi onori per un artista in Italia.
L'ultimo atto
Nonostante un ictus lo costringa a un temporaneo ritorno nella sua casa natale a Mola (trasformata per l'occasione in studio), Calvani conclude la sua esistenza a Milano nel 1985. Il suo viaggio terreno, però, si chiude dove era iniziato: oggi riposa a Mola di Bari, nella cappella di famiglia, quasi a voler restituire alla sua città tutto il bagaglio di esperienze raccolto nel mondo.
L'Evento a Mola di Bari
Il titolo "La luce sull'antico" cattura perfettamente l'essenza dell'opera di Bruno Calvani, che ha sempre cercato un dialogo tra la sensibilità moderna e le radici della scultura classica.
C’è un sottile filo d’oro che lega la pietra pugliese alla grande scultura europea del secolo scorso, e quel filo porta il nome di Bruno Calvani. Sabato 28 febbraio 2026, alle ore 17:30, le imponenti mura del Castello Angioino-Aragonese di Mola di Bari apriranno le porte a un evento espositivo di eccezionale rilievo: l’inaugurazione della mostra “Bruno Calvani – La luce sull’antico”.
L’iniziativa, che punta a restituire la giusta centralità a uno degli interpreti più raffinati e complessi della plastica novecentesca, è il frutto di una sinergia tra il Comune di Mola di Bari e la Cooperativa Armida. L’idea, nata dall’intuizione di Carlo Mansueto e Lella Lestingi, si avvale del prestigioso sostegno della Regione Puglia e di Puglia Culture, con il patrocinio della Città Metropolitana di Bari e dei Poli Biblio-Museali.
Un Maestro tra Due Mondi
Nato a Mola di Bari nel 1904 e formatosi tra l’Accademia di Belle Arti di Bari e quella di Brera a Milano, come detto, Calvani ha saputo fondere il rigore della statuaria classica con le inquietudini della modernità. La mostra, curata da Massimo Guastella (docente di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università del Salento), non si limita a esporre opere, ma propone un vero e proprio percorso critico-filologico.
Il pubblico potrà ammirare non solo la produzione scultorea, celebre per la capacità di modellare la materia rendendola vibrante e viva, ma anche la produzione bidimensionale (disegni e studi), fondamentale per comprendere la genesi creativa di un artista che ha dialogato con i grandi nomi del suo tempo, da Martini a Wildt, mantenendo però una cifra stilistica personalissima.
L’Evento di Apertura
La cerimonia inaugurale vedrà la partecipazione delle massime autorità locali e regionali. Interverranno il sindaco di Mola, Giuseppe Colonna, l’assessore alla cultura Angelo Rotolo, la consigliera metropolitana Micaela Paparella, il direttore di Puglia Culture Sante Levante, oltre a Carlo Mansueto (presidente della Cooperativa Armida) e al curatore Massimo Guastella. Il supporto scientifico è garantito dal Laboratorio TASC del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento.
Coordinate della Mostra e Informazioni Utili
- Location: Castello Angioino-Aragonese, Mola di Bari (BA).
- Inaugurazione: Sabato 28 febbraio 2026, ore 17:30.
- Apertura al pubblico: Dall’1 marzo al 30 settembre 2026.
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Orari di apertura:
- Dal martedì al venerdì: ore 10:00 – 13:00. Aperture pomeridiane (16:00 – 20:00) disponibili esclusivamente su prenotazione e per visite guidate rivolte a gruppi di almeno 10 persone.
- Sabato e domenica: ore 10:00 – 13:00 e 16:00 – 20:00.
- Costo del biglietto: 3,00 €.
- Contatti e Prenotazioni: Per ulteriori informazioni è possibile scrivere a cooparmida@gmail.it o contattare il numero +39 338 4627887.
#MancioThought #Manciopensiero
Ripensare a Calvani oggi significa comprendere come la scultura possa essere, allo stesso tempo, memoria del passato e visione del futuro. Un’occasione imperdibile per chiunque voglia respirare l’arte che ha reso grande il nostro Novecento.
L’arte di Calvani ci ricorda che il passato non è un peso, ma una luce che illumina il presente. Un evento che trasforma Mola in una capitale della cultura scultorea per l'intero 2026.


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