SANREMO 2026, TRIONFO SWING: DITONELLAPIAGA E TONYPITONY RE DELLA NOTTE DELLE COVER - Ecco il Manciopensiero sulle proposte ed esecuzioni
Podio completato da Sayf e Arisa in una serata che ha unito il jazz mondiale alla lotta contro le dipendenze. Bianca Balti torna a splendere all'Ariston, Caterina Caselli riceve il Premio alla Carriera tra le lacrime e la musica di Pezzali.
di: Mancio
Il trionfo dell'anticonformismo
Il podio e la Top 10
La classifica, frutto del mix tra Televoto (34%), Sala Stampa (33%) e Radio (33%), ha premiato la qualità interpretativa e il coraggio:
- Ditonellapiaga con TonyPitony - The Lady is a Tramp
- Sayf con Alex Britti e Mario Biondi - Hit The Road Jack
- Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma - Quello che le donne non dicono
- Bambole di Pezza con Cristina d’Avena - Occhi di gatto
- Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band - Vita (con l'apparizione a sorpresa di Gianni Morandi)
- Sal Da Vinci con Michele Zarrillo - Cinque giorni
- LDA & Aka 7even con Tullio De Piscopo - Andamento lento
- Nayt con Joan Thiele - La canzone dell'amore perduto
- Dargen D'Amico con Pupo e Fabrizio Bosso - Su di noi
- Luché con Gianluca Grignani - Falco a metà
Le pagelle di Manciolandia: Il meglio e il peggio della quarta serata
Tra interpretazioni estreme e momenti decisamente più piatti, la quarta serata — forse la più iconica del Festival — merita un’analisi dettagliata di ogni singola performance.
Sospesa, discorso a parte
L'apertura e i grandi classici rivisitati
Il sipario si è alzato con Elettra Lamborghini, che ha puntato sull'effetto nostalgia chiamando le sorelle Muñoz (Las Ketchup). Nonostante una sincronia rivedibile, il potere di Aserejé resta intatto.
Sorprese, icone e messaggi sociali
Emozioni in famiglia e vibrazioni vintage
Il momento più toccante ha visto protagonista Tredici Pietro. Mentre cantava Vita con Galeffi e Fudasca, l'ingresso a sorpresa del padre Gianni Morandi ha trasformato un'esibizione nervosa in un momento di pura magia e commozione.
Altrettanto sognanti Maria Antonietta e Colombre, che con Brunori Sas hanno dato una veste "cosmica" a Il mondo.
Tra nostalgia e azzardi
Tommaso Paradiso & Stadio Operazione nostalgia pura. Cantare L’ultima luna di Dalla con chi quella storia l'ha vissuta (gli Stadio) è un colpo sicuro. Tommaso fa il suo, senza strafare, lasciando che sia il peso del brano e la storia della band a trascinare l'esibizione. Piacevole, ma con pochissimo rischio.
Fulminacci & Francesca Fagnani La vera sorpresa "parlata". In Parole parole, Fulminacci gioca con la sua ironia e trova in una Francesca Fagnani (inedita in veste di "Mina" recitante) la spalla perfetta. Divertente, fresco, intelligente. Hanno capito lo spirito della serata: intrattenere senza prendersi troppo sul serio.
Raf & The Kolors Un mash-up ad alto tasso ritmico. The Riddle acquista una nuova linfa con la produzione dei The Kolors, ma Raf sembra a tratti rincorrere il muro di suono creato da Stash. Funziona per la radio, un po' meno per l'emozione pura.
Ermal Meta & Dardust Classe cristallina. Golden Hour è un gioiello di arrangiamento grazie alla mano di Dardust. Ermal canta con una precisione chirurgica. È una performance da ascoltare in cuffia per goderne ogni sfumatura, forse troppo "eterea" per il caos festaiolo della serata cover, ma di una bellezza oggettiva.
Nayt & Joan Thiele Coraggiosi. Portare La canzone dell'amore perduto di De André è un campo minato. Nayt però non tradisce la sua identità e Joan Thiele aggiunge quel tocco esotico/contemporaneo che rende il pezzo quasi un nuovo inedito. Non a caso sono finiti nella Top 10: quando l'innovazione rispetta il classico, il risultato arriva.
Luchè & Gianluca Grignani Il momento "wild card". Su Falco a metà, l'energia imprevedibile di Grignani si sposa con il flow di Luchè. È un'esibizione che vive di sprazzi: a tratti sembra sul punto di deragliare, ma proprio in quel rischio risiede il suo fascino. Un decimo posto che premia la "verità" di due artisti senza filtri.
Samurai Jay con Belén Rodríguez & Roy Paci Un mix bizzarro per Baila Morena. Roy Paci mette la firma con gli ottoni, Samurai Jay prova a dare un tono urban, ma l'attenzione finisce inevitabilmente sulla presenza scenica di Belén. Un'operazione molto televisiva, meno musicale, che scivola via senza lasciare grandi solchi.
Enrico Nigiotti & Alfa / Leo Gassmann & Aiello Due duetti che potremmo definire "generazionali". Nigiotti e Alfa su En e Xanax creano un momento intimo, quasi da cameretta, molto dolce. Gassmann e Aiello su Era già tutto previsto puntano invece tutto sulla potenza vocale, forse anche troppo, finendo per urlare un po' troppo un dolore che meriterebbe più silenzio.
Eddie Brock & Fabrizio Moro In Portami via, Eddie Brock gioca in casa con l'autore del brano. Un duetto onesto, intenso, dove Moro fa da "fratello maggiore". Nulla da eccepire, ma in una serata così ricca di eventi, rischia di passare come un "compitino" ben eseguito.
Il trionfo e la tecnica
Applausi a scena aperta per il set blues di Mario Biondi e Alex Britti, dove ha brillato l'astro nascente Sayf: il giovane genovese ha mostrato una voce e un carisma da veterano, confermando il suo momento d'oro.
Luci, ombre e note stonate
Fedez e Masini, supportati dal violoncello di Stjepan Hauser, hanno vissuto momenti alterni su Meravigliosa creatura, tra picchi emotivi e qualche imprecisione vocale.
Oltre la gara: Emozioni e messaggi civili
La serata è iniziata con un'eccezionale Laura Pausini che, partendo dall'esterno del teatro, ha trascinato il pubblico in un medley di classici (Immensamente, Io canto, Ritorno ad amare). Accanto a lei e Conti, ha brillato Bianca Balti. La top model è tornata all'Ariston con una luce nuova, portando con sé la forza del suo percorso personale dopo la diagnosi di tumore ovarico nel 2024, diventando simbolo di resilienza per tutte le donne.
Sul fronte dell'impegno sociale, il palco ha ospitato un focus necessario sul disagio giovanile. Vincenzo Schettini (il prof de La fisica che ci piace) ha dialogato con Conti sulle dipendenze moderne: non solo alcol e droga, ma anche la schiavitù digitale, sottolineando l'urgenza di ricostruire un ponte comunicativo con i più giovani.
Premi e Palchi diffusi
Il momento della memoria storica è stato affidato a Caterina Caselli. La "Casco d'oro" ha ricevuto il Premio Città di Sanremo a sessant’anni dal suo debutto, un riconoscimento a una donna che ha cambiato la discografia italiana. La comicità di Alessandro Siani ha regalato momenti di leggerezza, mentre i palchi esterni hanno fatto vibrare la città: Francesco Gabbani ha infiammato Piazza Colombo con Viva la vita, e dalla Costa Toscana Max Pezzali ha regalato una versione da brividi di Gli anni, il brano "nascosto" che ha lasciato il segno promesso in conferenza stampa.
Sebbene questa gara parallela non influisca sulla classifica della finalissima di sabato 28 febbraio, il verdetto di ieri sera parla chiaro: il pubblico e le giurie hanno premiato l'originalità e il talento puro. Stasera si riparte da zero per decidere chi alzerà il trofeo della 76ª edizione.
#Manciopensiero


Commenti