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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

La Marcia dei Fantasmi: Sulle macerie di Gaza tra complici, eroi e una maledetta verità - L'Ultimo capitolo? (Intanto la vergogna e la "soluzione finale")



Ci vuole una cruda e potente narrazione degli eventi recenti che hanno scosso il mondo, intrecciando le voci di chi denuncia e quelle di chi, con glaciale indifferenza, perpetua un crimine contro l'umanità.


Nel contesto di una crisi internazionale di inaudita gravità, l'orrore della situazione a Gaza e il dibattito che ne deriva si fanno sempre più intensi, sollevando indignazione e, al contempo, portando alla luce gesti di coraggio e resistenza. 

Le recenti dichiarazioni del ministro israeliano Bezalel Smotrich, che ha definito Gaza una "miniera d'oro immobiliare" e il genocidio in corso una "fase di demolizione" necessaria prima di "costruire", hanno scatenato una reazione di sdegno globale. 

Queste parole, per molti agghiaccianti nella loro freddezza disumana, confermano le peggiori paure di chi ha seguito da vicino l'evoluzione del conflitto. 
La brutalità di questa visione, che riduce vite umane a ostacoli burocratici per un affare multimiliardario, richiama alla mente gli orrori del passato, un paragone che ormai molti ritengono inevitabile.

Parallelamente a questa cruda realtà, una figura di spicco del diritto internazionale, Navanethem "Navi" Pillay, ha fatto una dichiarazione storica. 
In qualità di Presidente della Commissione d'Inchiesta ONU sui territori palestinesi, ha certificato che a Gaza è in atto un genocidio, basando la sua conclusione su prove inconfutabili: immagini satellitari, dati digitali, testimonianze dirette e le stesse dichiarazioni dei leader politici israeliani. 

Navi Pillay ha coraggiosamente chiamato le cose con il loro nome, sapendo di andare incontro a polemiche, ma supportata da un'indagine rigorosa durata due anni. 
La sua richiesta di indagare il primo ministro Netanyahu, il presidente Herzog e l'ex ministro della Difesa Gallant da parte della Corte Penale Internazionale ha spostato il dibattito da "se" un genocidio sia in atto a "quando" i responsabili ne risponderanno.

Mentre i governi, compreso quello italiano, sono accusati di silenzio e complicità, figure pubbliche e della società civile alzano la voce.


In Italia e nel mondo sono tante le voci che si alzano.
Se per esempio vorremmo fare anche solo un piccolo elenco degli ultimi giorni potremmo citare:

  • Enzo Iacchetti: In un acceso scontro televisivo, ha reagito con forza alla negazione dei dati sulle vittime a Gaza da parte di un sostenitore di Israele. Citando il rapporto ONU e le cifre delle 70.000 vittime, Iacchetti ha denunciato l'assenza di un vero contraddittorio e la manipolazione della verità, meritando l'ammirazione di chi lo considera un coraggioso sostenitore della verità.

  • Piero Pelù: L'artista si è presentato alla Mostra del Cinema di Venezia sventolando la bandiera palestinese e pronunciando parole nette contro il genocidio e la complicità del governo italiano. Ha sottolineato la necessità di essere "cittadini attivi" e ha criticato duramente la politica italiana per il suo silenzio e la sua sottomissione alle "lobby economiche", dimostrando un impegno civile che in pochi altri nel mondo dello spettacolo mostrano con tale forza.

  • Benedetta Porcaroli: L'attrice, dopo aver vinto un premio alla Mostra del Cinema di Venezia, ha dedicato il riconoscimento alla "Global Sumud Flotilla", un'iniziativa che simboleggia l'umanità e la resistenza. Il suo gesto, seguito al sequestro della bandiera palestinese a un'altra attrice, ha dimostrato che si può usare la propria visibilità per sollevare la questione di Gaza.

  • Javier Bardem: L'attore spagnolo ha utilizzato il prestigioso palcoscenico degli Emmy Awards per denunciare il genocidio a Gaza, chiedendo sanzioni contro Israele e un blocco commerciale e diplomatico. Il suo atto di protesta, coraggioso e non scontato nel contesto di Hollywood, ha ribadito il suo rifiuto di collaborare con chi supporta un genocidio.

  • Fabio Marcelli: Lo stimato giurista internazionale ha annunciato che denuncerà il governo e le imprese italiane alla Corte Penale Internazionale per "complicità nel genocidio a Gaza", citando in particolare la premier Meloni, il ministro Tajani, il ministro Crosetto e l'amministratore delegato di Leonardo, Cingolani. Un gesto forte che costringerà i leader italiani a rispondere del loro operato davanti al massimo organo di diritto internazionale.

  • Politecnico di Torino: L'ateneo ha interrotto ogni rapporto con un professore israeliano ospite che aveva definito l'esercito israeliano "il più pulito al mondo" di fronte ai suoi studenti. La decisione del rettore, presa dopo le proteste degli studenti, ribadisce che le università non sono luoghi di propaganda, specialmente per uno Stato genocida.

  • Unione Europea: Sebbene tardiva e timida, la Commissione europea ha annunciato per la prima volta la sospensione del sostegno bilaterale a Israele, il taglio dei fondi e l'imposizione di sanzioni contro i ministri estremisti e i coloni violenti. Un passo, seppur minimo, verso un riconoscimento della situazione che si protrae da due anni.

Purtroppo, però, per la maggior parte sono privati, artisti, ecc....
Chi dovrebbe agire non sente e non si fa sentire ...
Anzi....

Con un'ennesima e scandalosa dimostrazione di complicità, l'opposizione parlamentare in Italia ha sollevato interrogazioni urgenti riguardo alla presunta presenza di militari israeliani "in vacanza di decompressione" in Italia, protetti e sorvegliati dalle forze dell'ordine italiane a spese dei contribuenti. Se confermato, questo fatto, già sollevato dal quotidiano Il Fatto Quotidiano, rappresenta una grave vergogna nazionale.

Nel frattempo, l'esercito israeliano, con un attacco di terra senza precedenti, ha fatto irruzione a Gaza City, bombardandola con 37 attacchi in meno di 20 minuti. 

L'obiettivo dichiarato è quello di "colonizzarla". 

Questo è considerato il punto più estremo della violenza israeliana, la "soluzione finale" di uno Stato genocida, che agisce al di fuori di ogni diritto internazionale con il sostegno di Stati Uniti e Italia. 

Le immagini di migliaia di gazawi in fuga disperata dalle loro case mettono in discussione come ministri e complici possano continuare a dormire la notte. 

La soluzione finale continua e, di fronte a essa, le maledizioni sono rivolte a tutti gli esecutori e complici.

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