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ONU, L’Aula Si Svuota Per Netanyahu: “Un Fatto Epocale” Contro il Genocidio a Gaza, ma il Governo italiano è dalla parte sbagliata della storia.

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Fischi e Abbandoni per il Premier Israeliano al Palazzo di Vetro. Il Mondo Condanna, l'Italia di Meloni Tace e Resta in Aula

Una scena senza precedenti e di fortissimo impatto politico ha segnato l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite: al momento dell’intervento del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, la stragrande maggioranza delle delegazioni mondiali ha lasciato platealmente l’aula, tra fischi e un’evidente manifestazione di sdegno e condanna.

Quello che è successo è un fatto epocale, un gesto collettivo con cui gran parte della comunità internazionale ha voluto condannare fermamente l'offensiva israeliana a Gaza, che le Nazioni Unite hanno definito una situazione di possibile genocidio

Il premier israeliano si è trovato a parlare di fronte a un'aula quasi deserta, un’immagine simbolicamente potentissima che alimenta la speranza nell’Umanità e nella giustizia internazionale.

Il Discorso di Netanyahu: Accuse, Minacce e Rifiuto della Palestina

Nonostante la platea si fosse svuotata, Netanyahu ha proseguito il suo discorso, accolto da applausi isolati dei suoi sostenitori, ma anche da persistenti fischi. 
Le sue parole, pur se pronunciate in un contesto di isolamento, sono state aggressive e dense di messaggi controversi:
  • Attacco all’ONU: Netanyahu ha definito l'ONU una "palude antisemita" e una "società terrapiattista anti-israeliana", ribadendo di essere venuto a New York per "ristabilire la verità" di fronte a quelle che ha chiamato "bugie e calunnie".

  • Rifiuto della Palestina: Il punto più controverso è stato il suo netto rifiuto al riconoscimento di uno Stato di Palestina da parte dei Paesi occidentali, definendolo un "marchio di vergogna". Ha equiparato il riconoscimento di uno stato palestinese all'atto di "dare ad Al-Qaida uno stato a chilometro da New York dopo l'11 settembre" e ha avvertito i leader mondiali: "Israele non vi permetterà d'imporci uno stato terrorista."

  • Obiettivi a Gaza e Hezbollah: Il Premier ha ribadito che Israele "porterà a termine il lavoro" e che Hamas "deve andarsene" da Gaza, chiarendo che lo Stato ebraico non vede alcun ruolo per l'organizzazione nella Striscia dopo la guerra. Ha inoltre ribadito la determinazione a continuare le operazioni contro Hezbollah in Libano fino al raggiungimento degli obiettivi.

Le Due Risposte Alla Storia: Italia Contro Spagna

L'evento ha messo in forte risalto le diverse posizioni dei Paesi europei, creando un contrasto netto e imbarazzante per l'Italia.

Da un lato, c'è stata la Spagna di Pedro Sánchez, la cui delegazione, come quella della stragrande maggioranza di Paesi, ha abbandonato l'Assemblea prima ancora che Netanyahu prendesse la parola, manifestando una ferma condanna del leader israeliano.

Dall'altro lato, c'è stata l'Italia di Giorgia Meloni, la cui delegazione è rimasta in sala, ignorando la protesta globale. 

Questo atteggiamento si aggiunge alla decisione precedente del Governo di lasciare che l'aereo con a bordo Netanyahu sorvolasse i cieli italiani senza conseguenze. 

Tale passività è stata fortemente criticata, specialmente in considerazione dei mandati di arresto emessi dalla Corte Penale Internazionale (CPI) per crimini di guerra e crimini contro l'umanità contro Netanyahu e il Ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant, che obbligano in linea di principio gli Stati firmatari dello Statuto di Roma – tra cui l'Italia – a rispettare i provvedimenti.

La scelta del Governo italiano è percepita come l'ennesima conferma di essere rimasto "dalla parte sbagliata" della Storia, dimostrando una supina subalternità alle posizioni di Netanyahu e tradendo il ruolo storico di ponte nel Mediterraneo che l'Italia ha sempre rivendicato. 

L'abbandono di massa all'ONU, in questo senso, rappresenta il risveglio di una coscienza internazionale a cui, per il momento, il Governo Meloni ha scelto di non unirsi.... che schifo!

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