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L'intervista di Salvini alla TV israeliana: tra elogi a Netanyahu e gaffe clamorose.... Figuracce ovunque del "legaiolo", anche in Israele


(foto: Tiziana Fabi/Getty Images)

Il vicepremier italiano a I24 News si schiera apertamente con Israele, attaccando manifestanti e ONU, ma finisce in difficoltà quando gli viene ricordata una sua vecchia dichiarazione.

Matteo Salvini ha rilasciato un'intervista alla televisione israeliana i24 News, un'apparizione che, a detta di molti, si è trasformata in una serie di dichiarazioni controverse e imbarazzanti. 

L'obiettivo, apparso chiaro fin da subito, era quello di mostrare il proprio incondizionato appoggio a Israele, ovviamente vergognoso per quello che sta succedendo, ma coerente con il personaggio che è (persona mi sembra un'esagerazione), ma il risultato è stato un'escalation di affermazioni che hanno suscitato reazioni contrastanti.

L'intervista si è aperta con un'affermazione forte: "Difendere il diritto alla vita di Israele significa difendere la libertà e la democrazia". 
Una frase che, secondo le critiche, ignora le conseguenze del conflitto, come la morte di decine di migliaia di civili palestinesi, tra cui molti bambini.

Quando la giornalista ha citato le manifestazioni pro-Palestina che si stavano svolgendo fuori dagli studi, Salvini ha risposto con un attacco diretto ai manifestanti. 
Li ha accusati di non sapere per cosa protestano, (come se lui sappia qualcosa, in generale dico, mica solo su questa questione), definendo il terrorismo islamico come il principale problema del mondo, con un tono che molti hanno definito islamofobo.

Il "Legaiolo" ha poi rivendicato con orgoglio il premio ricevuto come "miglior amico di Israele", sostenendo che l'Italia è uno dei pochi Paesi che non si è allineato al "politicamente corretto anti-ebraico e anti-israeliano". 
Un'affermazione che ha suscitato perplessità, visto che, secondo le critiche, equipara la denuncia di un genocidio a una semplice propaganda "woke".
E sottolinea aimè anche tutta la vergognosa (non) azione del Governo complice di genocidio che ci ritroviamo. 

Per farla già totale la vaccata, non sono mancate le critiche anche verso le istituzioni internazionali. Salvini ha attaccato l'ONU e alcune istituzioni europee, accusandole di essere "contro Israele per principio" e "complici di un antisemitismo dilagante". 
Ha sostenuto che queste organizzazioni non rappresentano il "sentimento comune" e ha definito un "errore clamoroso" il riconoscimento dello Stato di Palestina, mentre il resto del mondo sembra orientato in questa direzione.

A prescindere dal fatto che non internare questo tizio (uomo mi sembra la stessa esagerazione alla quale mi riferivo in precedenza) è una colpa che chi di dovere dovrebbe assumersi, il bello (se così possiamo dire visto il protagonista ed il triste contesto) doveva ancora arrivare.

Cioè quando la figura di merda è stata totale e quando, cioè anche gli israeliani stessi lo hanno sfanculato.

Il momento più imbarazzante dell'intervista, infatti, si è verificato quando la giornalista ha ricordato una precedente dichiarazione di Salvini al Corriere della Sera, in cui aveva paragonato Netanyahu a Putin, sostenendo che entrambi non volevano fermare la guerra ma solo "annettersi più terre possibili". 

Messo alle strette, Salvini ha cercato di eludere la domanda, parlando di "conflitti complicati" e della sua volontà di mantenere una "posizione di equilibrio". 

Di fronte all'insistenza della giornalista, ha preferito cambiare argomento, in un visibile stato di imbarazzo.

Un panico viscido.... 
Dopo aver sparato un fiume di frottole, si ritrova senza una via d'uscita, senza un posto dove nascondere la sua faccia. 
Un'ondata di disperazione e confusione totale lo travolge. 
Alza lo sguardo, fa silenzio, e cambia argomento come un bambino colto con le mani nella marmellata.

In quell'istante, la sua nullità si palesa in tutta la sua crudeltà. 
La verità di chi è meno di un agnello, ma ha provato a ruggire come un leone. 
Il desiderio di contare qualcosa, di capire, di essere qualcuno svanisce, lasciandolo con la sua stessa nullità come unica, insopportabile compagna.

Vorrebbe piangere come un bambino dell'asilo, ma non può farlo. 
La paura è un odore che sente già, il timore di essere stato scoperto è così forte che si sente come se se la stesse facendo addosso. 
L'unica cosa che gli resta è la fuga, la speranza di salvare il salvabile prima che il cattivo odore si propaghi in maniera irreparabile.

Ma è inutile. Sa che è stato sgamato
Non ha più una faccia da mostrare. 
Biella qualcosa, un suono indistinto, come fosse la solita scusa del telefono che non prende bene. 
E in un attimo, la sua intera storia, chi è veramente, viene svelata.
Anche ad Israele.....

Qualcuno ve l'avrebbe raccontata così:
Questa performance televisiva ha riacceso il dibattito sulla politica estera italiana e sulla gestione delle crisi internazionali, mostrando un Salvini determinato a sostenere la causa israeliana, ma in difficoltà quando chiamato a rispondere delle sue contraddizioni passate.

Ma non avrebbe reso il senso di tutto e la puzza che ormai non è più sopportabile a qualsiasi latitudine.

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