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KIEV SOTTO LA PIOGGIA DI FUOCO: MISSILE E DRONI RUSSI SEMINANO MORTE E DISTRUZIONE. LA VIA DELLA DIPLOMAZIA È ORMAI UN MERO MIRAGGIO



Nuovo sanguinoso attacco su larga scala nella capitale ucraina. Quindici vittime, tra cui tre bambini. Zelensky condanna Putin e lancia un appello alla comunità internazionale: "Mosca non vuole la pace". L'Europa compatta nel condannare l'offensiva e annuncia nuove sanzioni.

​Un'ondata di terrore si è abbattuta su Kiev questa notte, con un massiccio attacco missilistico e di droni russi che ha lasciato dietro di sé una scia di morte e devastazione. 

Il bilancio, ancora provvisorio, parla di almeno 15 persone uccise, tra cui tre bambini, e 50 feriti. Le squadre di soccorso sono al lavoro senza sosta tra le macerie per cercare eventuali superstiti.

​L'attacco, che ha visto l'impiego di un'ampia gamma di armamenti, tra cui droni, missili ipersonici e da crociera, ha spinto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a una nuova, durissima condanna nei confronti della Russia e del suo leader, Vladimir Putin

Con un accorato appello, Zelensky ha accusato apertamente il Cremlino di preferire la violenza alla diplomazia, sottolineando come l'offensiva sia una chiara dimostrazione del disinteresse di Mosca per una vera e propria soluzione pacifica del conflitto. 

"Mentre il mondo cerca una via per la pace, la Russia risponde con i missili", ha dichiarato il presidente, ribadendo che la possibilità di un incontro bilaterale con Putin, un'ipotesi che era stata discussa nelle settimane precedenti, appare ora del tutto remota e inattuabile. 

Zelensky ha inoltre rivolto un appello alla comunità internazionale, chiedendo una risposta ferma e decisa, che includa l'imposizione di un diciannovesimo pacchetto di sanzioni. 
Ha esortato in particolare gli alleati della Russia, come la Cina e l'Ungheria, a prendere una posizione chiara e a schierarsi apertamente contro l'aggressione.

​L'attacco non ha risparmiato le sedi diplomatiche, con danni registrati anche alla delegazione dell'Unione Europea a Kiev. 

I vertici di Bruxelles hanno subito manifestato una compatta solidarietà con l'Ucraina, condannando l'offensiva in termini inequivocabili. 

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha confermato che tutto il personale della delegazione è al sicuro, ribadendo che "la Russia deve cessare immediatamente gli attacchi contro le infrastrutture civili". 

Von der Leyen ha inoltre confermato che la Commissione presenterà a breve il diciannovesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca. 

Anche il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha espresso il suo orrore per l'accaduto e ha riaffermato il continuo e incrollabile sostegno dell'Europa al popolo ucraino. 

Marta Kos, commissaria per l'Allargamento, ha definito l'attacco "un'aggressione brutale e un chiaro segnale che la Russia respinge il dialogo", mentre l'Alta rappresentante per gli affari esteri, Kaja Kallas, ha sottolineato come l'operazione notturna sia un atto deliberato che dimostra un totale disprezzo per gli sforzi diplomatici.

L'attacco su Kiev ha sollevato un'ondata di indignazione e condanna a livello globale. 

Dagli Stati Uniti, il Presidente Donald Trump, in un'intervista rilasciata alla rete televisiva Fox News, ha espresso una posizione che si discosta da quella della maggior parte dei leader occidentali. Aggiungendo tra le righe quel  "Dobbiamo negoziare la pace, non inviare armi che alimentano il conflitto. Il mondo ha bisogno di un accordo, non di altre bombe." Che potrebbe significare tantissime cose che analizzeremo nei prossimi giorni.

​In Europa, i leader si sono mostrati compatti nel condannare l'attacco e nel sostenere l'Ucraina. 

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha definito l'offensiva "un crimine di guerra inaccettabile", ribadendo il pieno sostegno di Berlino a Kiev. Dello stesso avviso il presidente francese Emmanuel Macron, che ha invitato a una risposta forte e unita dell'UE, mentre il premier britannico Keir Starmer ha sottolineato la necessità di continuare a fornire all'Ucraina gli strumenti per difendersi. 
"La Russia deve capire che non vincerà questa guerra di logoramento e che la comunità internazionale non si farà intimidire da atti di terrore", ha dichiarato.

​Le nuove sanzioni, che verranno discusse nei prossimi giorni a Bruxelles, potrebbero colpire settori chiave dell'economia russa, con l'obiettivo di isolare ulteriormente il regime di Putin e di spingere Mosca a un cessate il fuoco immediato. 

In questo contesto, l'appello di Zelensky alla Cina e all'Ungheria riveste un'importanza cruciale, in quanto la loro posizione potrebbe influenzare significativamente l'efficacia delle misure sanzionatorie e l'isolamento diplomatico della Russia. 

La brutalità dell'attacco, che non ha risparmiato civili e strutture diplomatiche, sembra aver spento ogni speranza di una rapida soluzione diplomatica, proiettando il conflitto in una fase di ulteriore e sanguinosa escalation.

Insomma il criminale Putin deve essere trattato come merita.


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