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Alla vigilia della partenza - Mola, è Guerra alle Strisce Blu: Il Fine Giustifica i Mezzi?




Tra folklore, vandalismo e il paradosso degli abbonamenti fantasma: viaggio nella Mola che cambia colore.

Siamo alla vigilia di una svolta epocale, un cambiamento che, nel bene o nel male, inciderà profondamente sulla vita quotidiana dei cittadini molesi. 
Ne sono state dette tante in questo periodo, ne abbiamo discusso di persona e attraverso le colonne di Manciolandia, che ha dedicato ampio spazio alla questione. 
Eppure, nonostante la "ridda di incontri" tra amministrazione, comitati e cittadini, nonostante le manifestazioni pubbliche, le mozioni e i consigli comunali infuocati, il dado è tratto: il primo dicembre si parte.

Secondo l'amministrazione Colonna, sono stati apportati dei correttivi e altri ne arriveranno in itinere. Ma per molti cittadini, queste "pezze" non sono sufficienti a cambiare l’essenza dello stato delle cose.

Tra Folklore e "Giustizia": Quando la Protesta Trascende

Man mano che ci avviciniamo alla data fatidica, la tensione in città è palpabile. 
Si assiste a manifestazioni di dissenso che oscillano tra il civile e l'inaccettabile. 
In questi casi, quando si è certi di avere ragione, la tentazione di giustificare certi gesti è forte, ma il rischio è non accorgersi quando si trascende.

C’è tanta rabbia, è vero. 
C’è fermento tra i comitati che "vogliono giustizia". 
Questo ha generato un certo folklore che può strappare un sorriso, come gli striscioni apparsi su alcuni balconi. 
Ma il sorriso si spegne quando si passa ai fatti: parchimetri vandalizzati e danni agli specchietti delle auto. 
Qui, il famoso adagio "il fine giustifica i mezzi" lascia il passo a una parola sola: vandalismo
E non è un complimento.

L'Accusa del Sindaco: "Clima Tossico e Odio Privato"

Il Sindaco Giuseppe Colonna non ha usato mezzi termini per denunciare la situazione. 
Ha parlato di chi "getta benzina su ogni paura" trasformando dubbi legittimi in "malcontento organizzato". 
"A Mola la città si scalda, si irrigidisce, si esaspera," ha dichiarato il Primo Cittadino. 
Ma la rivelazione più grave è personale. 
Il Sindaco ha svelato un episodio tenuto finora riservato: qualche giorno fa ha trovato gli specchietti della sua auto personale completamente rotti. 
"Non era solo vandalismo, non era dissenso. 
Era un messaggio chiaro che ho denunciato alle forze dell’ordine," ha tuonato Colonna, sottolineando come sia vergognoso attaccare chi lavora con accuse false o gesti violenti. 
"Fermiamo questa spirale prima che faccia altri danni," è il suo appello accorato.

La Doppia Faccia della Medaglia: I Mezzi dell'Amministrazione

Tuttavia, c'è un punto fondamentale che non può essere ignorato in questa analisi etica. 
Se è sacrosanto affermare che il fine non giustifica i mezzi quando parliamo di atti vandalici – che vanno condannati senza se e senza ma – lo stesso principio deve valere anche in senso opposto. 
Il concetto non vale nemmeno se parliamo del "fine" spiegato dall'amministrazione. 
L'importanza della sosta a pagamento, della rotazione delle auto e della regolamentazione del traffico (il fine), non può giustificare l'utilizzo di una modalità attuativa (i mezzi) che scontenta praticamente tutti i cittadini. 

Se il risultato è un paese in rivolta e una percezione diffusa di ingiustizia, significa che il metodo scelto è fallimentare tanto quanto la reazione scomposta di chi rompe uno specchietto. 
Non si può imporre il "bene pubblico" passando sopra la volontà e le tasche della comunità con un bulldozer, sperando che il fine nobile assolva le modalità discutibili con cui viene raggiunto.

La Politica: "Spazio Pubblico come Terreno di Profitto"

In questo scenario paradossale, l'analisi di Rifondazione Comunista (PRC) offre una sintesi politica di ciò che molti cittadini pensano. 

In una nota durissima, il PRC denuncia la trasformazione dello spazio pubblico in "terreno di profitto per fare cassa", senza garanzie di benefici reali. 
Il punto non è la regolamentazione della viabilità — necessaria, basta farsi una passeggiata dal mare al centro per capirlo — ma il metodo
"Come sempre quello che fa la differenza (e che ancora distingue la destra dalla sinistra) sono le modalità," scrive il PRC. 
L'accusa è chiara: si favoriscono le aziende private, a cui vanno i profitti, lasciando al municipio le briciole. 
Si parla di "riqualificazione", ma nei fatti si carica sui molesi un costo aggiuntivo. 
Anche se la tariffa di 1€/h sembra nella media, il regime (tutti i giorni, weekend inclusi, orari estesi) la rende insostenibile per chi non ha alternative. 
"La soluzione non può essere quella di 'bluizzare' tutto il paese," continua la nota, chiedendo tutele reali per i residenti, perché "il territorio non è una merce".

Il Malcontento e le Occasioni Perse

Al di là delle note politiche, l'opinione diffusa è che l'amministrazione non stia gestendo al meglio la questione. 
Gli animi sono alterati perché si parte da convinzioni pesanti:
  1. Sproporzione Totale: C'è un abisso tra gli stalli blu disegnati e il numero di abbonamenti per residenti.

  2. Appalto Sbilanciato: Si è firmato un vincolo che favorisce l'azienda e penalizza i cittadini.

  3. Costi sui Residenti: Mola avrà pure un po' di turismo estivo, ma in inverno è praticamente inesistente. I costi ricadono tutti su chi qui ci vive e lavora.

  4. Mancato Dialogo: I criteri per gli abbonamenti sono contestati e, soprattutto, è mancata la partecipazione preventiva. "Una chiacchierata a settembre avrebbe salvato il salvabile," si mormora.

La Minaccia Mediatica e Legale

Mentre si parla di nuovi incontri a inizio dicembre, tra i cittadini e le organizzazioni spontanee e l'amministrazione, circola l'intenzione di ricorrere al TAR
Ma non solo: la battaglia si sposta sui media. 
Si parla di richieste di intervento a "Striscia la Notizia", c'è chi ha cercato l'inviato Pinuccio, chi Le Iene, o il più locale Loconte con Quinto Potere.... ecc....
Un uragano mediatico pronto ad abbattersi sul comune, mentre l'amministrazione tira dritto promettendo migliorie in corso d'opera.

Il Grande Paradosso: Dove sono gli Abbonati?

In chiusura, però, c'è un dato che non torna e che lascia perplessi, forse più di tutto il resto. 

Una delle critiche più feroci riguarda il numero degli abbonamenti disponibili: 300, definiti da tutti un numero ridicolo ed esiguo per la platea dei residenti. 

Eppure, sorge una domanda spontanea: Perché in pochissimi hanno fatto l'abbonamento? 
Perché, su 300 posti disponibili — quei "pochi fortunati" che ne avrebbero diritto — fino ad ora le richieste pervenute superano di poco la trentina?

È un dubbio che si insinua in un contesto già pieno di perplessità. 
È una forma di boicottaggio? 
È la dimostrazione che i criteri sono inapplicabili? 
O c'è altro? 

Intanto, questo è a tutti gli effetti l'ultimo articolo prima dell'entrata in vigore del servizio. 
La prossima volta che ne parleremo, Mola sarà effettivamente, e cromaticamente, più blu.



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